Hai bisogno di legalizzare, o meglio “apostillare”, un atto pubblico italiano per utilizzarlo in Giappone? Questo è l’argomento di cui parleremo in questa guida!
Se desideri saperne di più, continua a leggere.
NOTA BENE!
In alternativa, se desideri sapere immediatamente come effettuare la legalizzazione e l’apostille per il Giappone, puoi richiedere una consulenza telefonica gratuita.
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Al termine della chiamata, se lo desideri, potrai anche affidare a noi l’intera procedura.
La procedura utilizzata per legalizzare atti e documenti pubblici italiani destinati al Giappone è chiamata “apostille”.
Come descritto nell’articolo collegato, questa procedura prevede semplicemente l’apposizione, sull’atto da autenticare, di un timbro e della firma di un pubblico ufficiale. In questo modo, viene riconosciuta e confermata la firma (ma non il contenuto) di chi ha emesso l’atto in Italia, ufficializzando così la sua validità anche in Giappone.
Ma perché è possibile utilizzare la procedura di legalizzazione semplificata con apostille per gli atti destinati al Giappone? La ragione è semplice: il Giappone, come l’Italia, fanno parte dell’elenco di Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja del 1961, con cui è stata abolita la necessità di legalizzare gli atti pubblici stranieri tra i Paesi aderenti.
RICORDA!
I documenti pubblici rilasciati in Italia (es.: Certificati del Casellario Giudiziale e dei Carichi Pendenti, Certificati, Estratti e Copie integrali di atti di nascita e di matrimonio e così via) hanno, in genere, validità 6 mesi dopo il rilascio.
Prima di richiedere l’apostille, verifica sempre la data di validità dell’atto al fine di evitare perdite di tempo.
L’apostille per il Giappone, come per gli altri Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja, può essere richiesta presso la Procura o la Prefettura territorialmente competente in base all’area in cui il documento è stato redatto. Tuttavia, solo gli atti e documenti emessi da autorità centrali, come il Ministero della Salute e l’AIFA, possono essere apostillati presso qualsiasi Prefettura d’Italia.
La scelta tra Procura e Prefettura non è arbitraria, ma dipende dal tipo di atto da legalizzare. Infatti, sono di competenza della Procura della Repubblica:
Gli atti rilasciati dai Comuni e da altri enti non di competenza della Procura devono essere apostillati, invece, presso la Prefettura. Fra gli atti che possono essere apostillati in Prefettura troviamo ad esempio:
NOTA BENE!
Per il diploma, la pagella o altri documenti attestanti il titolo di studio o la carriera scolastica, prima della legalizzazione in Prefettura potrebbe essere richiesto anche il visto del Provveditorato agli Studi/Ufficio Scolastico Regionale.
L’apostille, o “postilla”, viene apposta solo su documenti firmati in originale. Non può essere applicata a documenti rilasciati in formato digitale senza firma a penna, né su copie conformi.
Se l’atto da apostillare è una copia conforme e non il documento originale, sarà necessario apostillare prima la copia e poi procedere alla legalizzazione della firma di chi ha autenticato la copia stessa.
È, inoltre, fondamentale verificare che la firma del pubblico ufficiale che ha autenticato l’atto:
In caso di firma non registrata o di marcata difformità di questa rispetto a quella depositata, il funzionario incaricato di apporre l’apostille potrebbe rifiutarsi di procedere o avere bisogno di confrontarsi direttamente con il firmatario, prolungando così i tempi dell’intera procedura.
RICORDA!
Se l’atto è stato firmato da un notaio deceduto o in pensione, potrebbe non essere più possibile apostillarlo.
In tal caso, sarà necessario estrarre l’atto dall’Archivio Notarile e farlo firmare anche da un funzionario dell’Archivio la cui firma sia registrata presso la rispettiva Procura di competenza. Solo a questo punto si potrà procedere con l’apostille.
L’apostille si applica solo agli atti pubblici, non ai documenti e contratti tra privati. Tuttavia, è possibile legalizzare questi ultimi utilizzando un escamotage in due passaggi:
NOTA BENE!
Non tutti accettano questa procedura; è quindi consigliabile verificare prima con l’ente destinatario.
Non è mai consentito legalizzare con apostille in Italia un atto pubblico rilasciato da un ente Giapponese, anche se questo fosse destinato al nostro Paese. Per tale procedura, occorre fare riferimento alle autorità locali designate, vale a dire il Ministero degli Affari Esteri a Tokyo.
Su questa pagina in lingua inglese (o, se preferisci, la medesima pagina in francese) trovi tutte le informazioni che servono (indirizzi, numeri di telefono, e-mail, ecc.) per la legalizzazione di atti e documenti formati in Giappone da destinare all’Italia.
Gli atti e documenti rilasciati da Ambasciate e Consolati giapponesi in Italia richiedono, invece, la legalizzazione prefettizia presso la Prefettura competente in Italia.
RICORDA!
Per agevolare la procedura di legalizzazione di un documento giapponese rilasciato da un’ambasciata in Italia, è preferibile che sia emesso in italiano o su modello bilingue (italiano-giapponese).
La Farnesina pubblica sul proprio sito una lista sempre aggiornata delle Rappresentanze Diplomatiche straniere in Italia, da cui si evince che nel nostro Paese sono attualmente attive le seguenti Rappresentanze Diplomatiche per il Giappone:
– Sezione consolare dell’Ambasciata di Roma
– Consolato Generale di Milano
– Consolato onorario di Firenze
– Consolato onorario di Napoli
NOTA BENE!
Qualora dovessi recarti presso la sede di un’Ambasciata o di un Consolato giapponese in Italia, ricordati che nei giorni di festività nazionali (23 febbraio) alcuni servizi potrebbero essere sospesi.
Dopo aver messo l’apostille, sarà necessario anche tradurre gli atti formati in Italia da utilizzare in Giappone.
La lingua in cui tradurre i documenti per questo Paese dell’Estremo Oriente è il giapponese, ma, per quanto riguarda il tipo di traduzione, potrebbe essere richiesta:
oppure
Per evitare traduzioni inutilizzabili, ti consigliamo di chiedere direttamente all’ente giapponese destinatario che tipo di traduzione occorre (asseverata o certificata), oppure tradurre il documento direttamente in Giappone dopo averlo apostillato in Italia.
RICORDA!
Possiamo occuparci noi anche della traduzione: contattaci!
Eccoci arrivati alla fine della nostra guida su come legalizzare/apostillare documenti pubblici italiani destinati al Giappone.
Qualora volessi sapere altro, puoi richiedere una consulenza telefonica di 15 minuti. Non ti verrà addebitato alcun costo!
Sul nostro blog sono, inoltre, disponibili guide specifiche dedicate alle procedure di legalizzazione e apostille in diverse Procure e Prefetture d’Italia, nonché per tanti altri Paesi stranieri. Utilizza il nostro motore di ricerca interno per trovare quella che ti interessa.
Qualora non la trovassi, scrivici a info@multilex.it e ti daremo noi le informazioni necessarie per svolgere questa procedura nella Procura/ Prefettura territorialmente competente per il documento che hai bisogno di apostillare.
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