Guida al certificato di libera vendita per l’esportazione di mangimi conformi alle norme UE

Sei la persona fisica o giuridica responsabile dell’etichettatura di un mangime che va esportato al di fuori del territorio comunitario? Per aprirti ai mercati esteri hai bisogno di un Certificato di Libera Vendita (CLV).

Il CLV, infatti, è rilasciato dal Ministero della Salute mediante una procedura ufficiale, che ti illustreremo passo dopo passo. Seguendo questa guida potrai gestire la pratica anche in autonomia: dalla preparazione degli allegati alla compilazione del modulo di richiesta ministeriale, fino al pagamento delle tariffe e all’invio finale tramite PEC.

Alla fine della procedura qui descritta, otterrai il CLV per il mangime, nel quale sarà indicato che il prodotto è conforme alle norme UE in materia di igiene ed etichettatura dei mangimi ai sensi dell’art. 25 del Reg. (CE) 183/2005 e, in quanto tale, può essere commercializzato sul territorio dell’UE ed esportato.

Attenzione!

Questa guida, come specificato nel titolo, riguarda esclusivamente i mangimi conformi alla normativa dell’Unione Europea.

Ricordiamo però che il Certificato di Libera Vendita può essere rilasciato anche per mangimi non conformi alle norme UE, purché sicuri e conformi alla legislazione del Paese di destinazione. Il Ministero ha predisposto una guida unica, indicando i due diversi moduli da utilizzare, ma noi preferiamo occuparci di questo aspetto in una guida separata. Puoi trovare qui la guida per i mangimi NON conformi UE.

Se qualcosa non ti è chiaro, puoi sempre prenotare una consulenza telefonica gratuita per chiarire ogni dubbio insieme a un esperto del nostro team. Ci occupiamo anche di tutte le fasi successive: dall’apostillazione o legalizzazione del CLV presso le Prefetture fino alla legalizzazione presso i Consolati stranieri in Italia.

Prepara le cartelle 

Stiamo per iniziare questo percorso per step (divisi in paragrafi) che ti guiderà passo dopo passo.

Prima di tutto ti chiediamo di preparare una cartella per i file: chiamala “CLV-mangimi_conformi_UE”.

All’interno crea altre due cartelle, una chiamata “word” e l’altra “invio”.

A questo punto sei pronto. Iniziamo!

Step 1 – Verifica di avere la qualità di responsabile dell’etichettatura

Il CLV può essere richiesto solo dalla persona fisica o giuridica responsabile dell’etichettatura del mangime che si intende esportare.

Puoi anche delegare formalmente un ente esterno a presentare la domanda al tuo posto, ma solo se il modulo è firmato in ogni caso dal responsabile dell’etichettatura.

Step 2 – Verifica il numero di mangimi per i quali richiedi il certificato e i Paesi verso i quali vuoi esportare

Questo step è fondamentale. 

Infatti, il modulo di richiesta del CLV prevede la possibilità di indicare un unico prodotto. Non solo: riporta  l’indicazione di un unico Paese di destinazione.

Quindi, se devi esportare due tipologie di mangimi in tre distinti Paesi, avrai bisogno in totale di sei CLV separati.

Step 3 – Accertati che il Paese destinatario accetti la versione italiano/inglese del CLV

Il Ministero della Salute rilascia certificati di libera vendita per mangimi nella versione italiano/inglese. 

Tale versione è ampiamente accettata all’estero, ma è preferibile verificare presso le autorità locali se sia necessaria una traduzione successiva in un’altra lingua di destinazione.

Step 4 – Raccogli le informazioni sugli stabilimenti produttivi

Prima di procedere con la compilazione del modulo, è utile raccogliere in anticipo tutte le informazioni necessarie.

In questo modo saremo pronti a inserirle senza interruzioni quando ci troveremo di fronte al modulo di richiesta.

Innanzitutto, verifica quali autorizzazioni possiede il tuo stabilimento produttivo principale.

Se la produzione del mangime avviene in un secondo stabilimento, dovrai effettuare la stessa verifica anche per quest’ultimo. 

Le possibili autorizzazioni produttive sono: 

– Registrazione ai sensi del Reg. (CE) 183/2005, con indicazione della Regione o Provincia autonoma competente e del numero progressivo (se assegnato). 

– Riconoscimento ai sensi del Reg. (CE) 183/2005, rilasciato da una Regione o Provincia autonoma, con numero progressivo nel formato α IT…….

– Identificazione ai sensi del Reg. (CE) 767/2009, con numero progressivo nel formato IT…….

– Riconoscimento ai sensi del Reg. (CE) 1069/2009, con numero progressivo nel formato ABP…….

Step 5 – Raccogli le informazioni sul mangime da esportare e prepara la sua etichetta

Allegata all’istanza di CLV deve esserci naturalmente la copia dell’etichetta leggibile in italiano e nella lingua ufficiale del Paese terzo importatore.

Salva quindi il file con l’etichetta nella cartella “invio”.

Ricorda che questo elemento è molto importante anche perché le informazioni che riporterai sul modulo di richiesta devono corrispondere a quelle riportate in etichetta.

Predisporremo assieme tra poco l’istanza di richiesta di CLV e lì dovrai indicare con precisione, oltre alla denominazione del mangime e alla sua natura (vediamo tra poco), anche la descrizione del prodotto e le sue caratteristiche, ossia:

– nome commerciale del prodotto;

– la sua tipologia (Additivo, Premiscela, Materia prima per mangimi, Mangime complementare, Mangime completo, Mangime composto). Noi faremo un esempio con una Premiscela;

– per ogni tipologia indicata sopra, alcune caratteristiche (come ad esempio “l’elenco materie prime” per i “mangimi composti”).

– la specie animale di destinazione;

– la modalità e tempi di conservazione;

– istruzioni e precauzioni d’uso;

– altre informazioni aggiuntive a tua scelta.

E, come precisato sopra, tutte queste informazioni devono corrispondere a quelle riportate in etichetta.

Salva queste informazioni in un file di testo semplice (ad esempio con “Blocco note” su Windows o “Note” su MacOS) denominandolo “info_prodotto” e salvalo nella cartella “word”.

Step 6 – Tipologia di CLV (cartaceo o digitale) e modalità di ritiro

Nel modulo ti verrà chiesto di indicare la tipologia di Certificato di Libera Vendita (CLV) che preferisci: cartaceo oppure digitale.

CLV cartaceo


È generalmente la scelta consigliata, poiché necessario in caso di apostille o legalizzazione.


In questo caso dovrai anche specificare la modalità di consegna:

– tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure

– con ritiro di persona, previo appuntamento presso il Ministero.

CLV digitale


Prima di optare per questa soluzione, è opportuno verificare con l’autorità del Paese di destinazione se sia accettato come idoneo.

Se scegli questa modalità, ti sarà richiesto di indicare il formato preferito:

– con firma digitale del Ministero, oppure

– con firma autografa scansionata.

In entrambi i casi il certificato ti verrà trasmesso tramite PEC.

Step 7 – Pagamenti e marche da bollo

A questo punto dovrai effettuare dei pagamenti. Infatti per ottenere il CLV sono previsti due tipi di costi: la tariffa ministeriale e le marche da bollo.

7.1. Tariffa

Dall’esame congiunto del modulo di richiesta e della guida ministeriale emergono due opzioni: 

– versamento diretto sul conto corrente bancario;

– Sistema PagoPA (modalità consigliata).

7.1.1. Bonifico

Potrai effettuare il versamento utilizzando le seguenti coordinate: 

IBAN IT53J0100003245BE00000003FK

Intestato a Ministero della Salute – Direzione Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari 

Per i pagamenti dall’estero va indicato il codice BIC BITAITRRENT

L’importo da versare è pari a 51,65 euro.

Causale: CLV MANGIMI, [NOME COMMERCIALE MANGIME], [PAESE DI DESTINAZIONE], [DITTA RICHIEDENTE]

Quindi nella causale dovrai riportare obbligatoriamente la dicitura CLV MANGIMI, seguita dal nome commerciale del mangime, dal Paese di destinazione e dal nome della ditta richiedente. 

Ad esempio, se la ditta Alfa richiede un CLV per la premiscela Beta da esportare in Giappone, la causale corretta sarà: CLV MANGIMI, Premiscela Beta, Giappone, Ditta Alfa

Salva la contabile del bonifico nella cartella “invio”.

7.1.2. PagoPa

Per ogni CLV, l’importo è di 51,65 euro.

Per pagare, accedi alla sezione del Ministero della Salute, nella pagina dei pagamenti online del Ministero.

Attenzione: il sito viene talvolta aggiornato, quindi se il link non funziona è possibile che il Ministero abbia modificato il percorso.

Dopo aver selezionato la tua natura (persona fisica o giuridica), inserisci i tuoi dati, inserisci il CAPTCHA e prosegui, clicca “nuovo pagamento” e seleziona “SA-Sanità animale”.

Quindi la sottocategoria “MA-Mangimi”.

Poi la tariffa “SA_MA4 – Certificati di libera vendita per esportazione mangimi”.

Inserisci la quantità di tariffe che stai pagando nell’apposito box in corrispondenza della tariffa.

Occorre quindi digitare la causale: CLV MANGIMI, [NOME COMMERCIALE MANGIME], [PAESE DI DESTINAZIONE], [DITTA RICHIEDENTE]

Quindi nella causale dovrai riportare obbligatoriamente la dicitura CLV MANGIMI, seguita dal nome commerciale del mangime, dal Paese di destinazione e dal nome della ditta richiedente. 

Ad esempio, se la ditta Alfa richiede un CLV per la premiscela Beta da esportare in Giappone, la causale corretta sarà: CLV MANGIMI, Premiscela Beta, Giappone, Ditta Alfa

Poi prosegui per le modalità di pagamento, che sono:

– direttamente sul portale con carta di credito;

– mediante il bollettino prodotto dal sistema da pagare tramite codice CBILL con home banking.

Dopo il pagamento, conserva sempre la ricevuta PagoPA nella cartella “invio”.

Se hai usato il bollettino CBILL tramite home banking, salva anche la contabile bancaria.

Inserisci tutto nella cartella “invio”.

Ti consigliamo di rinominare i file così:

– “PagoPA-Tariffa-bollettino”;

– “PagoPA-Tariffa-bollettino-contabile”.

Con questo hai concluso la fase PagoPA per la tariffa.

7.2. Marche da bollo

Quante marche servono? La regola è questa:

– 1 marca da bollo da 16 euro per il modulo di richiesta;

– 1 marca da bollo da 16 euro per ogni CLV emesso.

Per il loro acquisto ci sono due possibilità di pagamento: marca da bollo applicata su modulo cartaceo o pagamento mediante PagoPa.

7.2.1. Modulo cartaceo

La prima consiste nell’acquisto, presso i tabaccai, dei contrassegni cartacei da 16,00 euro ciascuno. 

Una volta ottenute le due marche, dovrai incollarle sul modulo ministeriale che trovi a questo indirizzo e, successivamente, procedere con il loro annullamento (ad esempio apponendo firma e data a cavallo). Il modulo così completato dovrà poi essere scansionato e allegato alla PEC di richiesta del Certificato di Libera Vendita.

Conserva il tutto scansionato nella cartella “invio” come file PDF denominato “CLV_mangimi_Marche_da_bollo”.

7.2.2. PagoPa

Se invece preferisci utilizzare PagoPa, vai alla pagina dei pagamenti online del Ministero.

Dopo aver selezionato la tua natura (persona fisica o giuridica), inserisci i tuoi dati, inserisci il CAPTCHA e prosegui, clicca “nuovo pagamento” e seleziona  “BOL-Marca da bollo” e quindi sottocategoria “MBOL-Marca da bollo”.

Per la marca da bollo da apporre sulla richiesta di CLV è sufficiente allegare la ricevuta generata da PagoPA, dove siano visibili l’oggetto del pagamento e il codice IUV (Identificativo Univoco di Versamento).

Modalità di pagamento:

– direttamente sul portale con carta di credito;

– mediante il bollettino prodotto dal sistema da pagare tramite codice CBILL con home banking.

Come causale puoi usare:

“Rilascio CLV MANGIMI, [NOME COMMERCIALE MANGIME, PAESE DI DESTINAZIONE, DITTA RICHIEDENTE] – marche da bollo”

Ad esempio: “Rilascio CLV MANGIMI, Premiscela Beta, Giappone, Ditta Alfa – marche da bollo”.

Dopo il pagamento, conserva la ricevuta PagoPA nella cartella “invio”.

Se hai pagato con bollettino CBILL, salva la contabile bancaria.

Inserisci i file nella cartella “invio”, rinominandoli così:

– “PagoPA-marche-bollettino”;

– “PagoPA-marche-bollettino-contabile”.

Step 8 – Compiliamo il modello di istanza!

Siamo finalmente pronti per la compilazione del modello di istanza!

Per scaricarlo non dovrai far altro che cliccare su questo link.

Scaricalo nella cartella “word”, e iniziamo la sua compilazione.

8.1. ASL

Inserisci in indirizzo i dati dell’ASL competente per territorio, inserendo l’indirizzo PEC dedicato. 

Se gli stabilimenti sono due, inserisci una ASL una pec aggiuntive.

8.2. Inserisci i dati

Scrivi:

– il Paese verso cui esportare;

– il prodotto;

– il tuo nome e cognome;

– il codice fiscale; 

– la tua qualifica di rappresentante legale della ditta; 

– la sede legale e l’indirizzo dello stabilimento produttivo.

8.3. Indica le autorizzazioni dello stabilimento

Spunta la casella corrispondente alla tua situazione:

– Registrazione ai sensi del Reg. (CE) 183/2005; 

– Riconoscimento ai sensi del Reg. (CE) 183/2005; 

– Identificazione ai sensi del Reg. (CE) 767/2009; 

– Riconoscimento ai sensi del Reg. (CE) 1069/2009.

Quindi indica nuovamente il Paese terzo, spuntando se la produzione avviene in un secondo stabilimento o meno. Se avviene in un secondo stabilimento, spunta i campi dell’autorizzazione anche per questo.

8.4. Specifica il prodotto

Nel nostro esempio usiamo una premiscela. La chiameremo “premiscela Beta”, e ipotizziamo che come additivo ci sia all’interno la vitamina A.

Scrivi: 

– Nome commerciale del prodotto: premiscela Beta;

– Tipologia: Premiscela.

8.5. Compila la tabella degli additivi

Come ipotizzato, la nostra premiscela contiene come additivo la vitamina A. La tabella sarà così compilata a titolo di esempio:

Categoria: Additivi nutritivi;

Gruppo funzionale: Vitamine;

Nome: Vitamina A;

Numero: 3a672;

Dosaggio in UI/kg: 10.000 UI/kg.

8.6. Inserisci gli altri dati richiesti

Completa le sezioni:

– elenco delle materie prime (se si tratta di mangimi composti, completi o complementari). Quindi in questo caso puoi lasciare in bianco;

– carrier/supporto (se è una premiscela): carbonato di calcio (sempre a titolo di esempio);

– specie animali di destinazione: indica qual è l’animale di destinazione;

– modalità e tempi di conservazione: così come riportati in etichetta;

– istruzioni e precauzioni d’uso: così come riportate in etichetta;

– altre informazioni pertinenti.

Tutte queste informazioni devono essere coerenti con l’etichetta del prodotto che allegherai.

8.7. Dichiarazione di conformità e formato CLV richiesto

Sei alla pagina della dichiarazione, ove dichiarerai secondo la formula che è già stata inserita dal ministero, e cioè che “il suddetto prodotto è conforme alle norme UE in materia di igiene ed etichettatura dei mangimi ai sensi dell’art. 25 del Reg. (CE)  183/2005 e, in quanto tale, può essere commercializzato sul territorio dell’UE ed esportato”.

Scegli quindi la modalità del certificato come abbiamo visto sopra allo Step 6.

Stampa, firma, e scansiona il tutto, conservandolo nella cartella “invio”.

Facciamo ora l’ultimo check sugli allegati.

Step 9 – Gli allegati

Apri la cartella “invio” e verifica di aver predisposto tutti i file:

– il modulo di richiesta firmato e scansionato in PDF;

– copia dell’etichetta leggibile in italiano e in lingua ufficiale del Paese terzo importatore;

– ricevuta di pagamento della tariffa di 51,65 euro;

– ricevuta di pagamento delle marche da bollo tramite PagoPA: una per l’istanza e una per ciascun certificato emesso (o, in alternativa, il modulo di autocertificazione per le marche da bollo da 16,00 euro);

– copia del documento d’identità del richiedente in corso di validità;

– una visura camerale recente (consigliabile).

Step 10 – Invia la richiesta via posta elettronica certificata (PEC)

Ti consigliamo vivamente di inviare la richiesta via PEC: è il metodo più rapido, sicuro e con prova immediata di consegna.

Puoi anche consegnarla a mano o spedirla per posta ordinaria, ma in questo caso i tempi si allungherebbero.

Apri quindi la tua casella di posta elettronica certificata e prepara un nuovo messaggio.

Allega l’intero contenuto della cartella “invio”. Non comprimere i file e non inviarli in formato .rar o simili: allega semplicemente i documenti così come li hai predisposti.

Attenzione: la dimensione complessiva degli allegati non deve superare i 7-8 MB. In caso contrario, suddividi l’invio in più messaggi PEC.

Compila il messaggio in questo modo:

Indirizzo PEC del destinatario: dgsa@postacert.sanita.it

Oggetto: SA-MA-CLV

Corpo del messaggio:

Spettabile

Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci veterinari (DGSAF) – Ufficio 7 – Alimentazione animale

viale Giorgio Ribotta 5 00144 Roma

dgsa@postacert.sanita.it

ASL competente per territorio

pec: _______________________

Il sottoscritto ________, in qualità di di responsabile di etichettatura dell’azienda ____________, allega la domanda in oggetto e i documenti a corredo, restando a disposizione per ogni integrazione necessaria.

Il certificato potrà essere recapitato via posta al seguente indirizzo: Società ________, via __________, numero civico, ___________, interno __________  Comune _______, Provincia ________

Con osservanza.

Dopo aver inviato la PEC, la tua domanda è ufficialmente presentata.

Non dimenticare di salvare tre file fondamentali:

– la PEC inviata;

– la ricevuta di accettazione;

– la ricevuta di consegna.

Salvali in formato .eml o .msg, utilizzando il pulsante “scarica” o “esporta” del tuo gestore di posta elettronica.

Rilascio del certificato

Il rilascio del CLV avviene in genere entro 30 giorni dalla data di accettazione dell’istanza, che nel tuo caso coincide con la ricevuta di consegna della PEC o con la protocollazione di quest’ultima.

L’Ufficio segnala tuttavia che, per esigenze istruttorie, i tempi possono variare.

Con questa guida speriamo di averti fornito tutte le istruzioni necessarie per richiedere in autonomia il Certificato di Libera Vendita (CLV) per l’esportazione di mangimi conformi alle norme UE.

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Possiamo aiutarti passo dopo passo anche per tutte le fasi successive, come l’apostillazione o la legalizzazione del CLV presso le Prefetture fino alla legalizzazione presso i Consolati stranieri in Italia, per garantirti documenti già pronti all’uso nei Paesi di destinazione.

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