Legalizzazione e apostille per il Tagikistan

Legalizzare un atto rilasciato in Italia per il Tagikistan (noto anche come Tajikistan) sarà una passeggiata, seguendo i consigli contenuti in questa guida dedicata proprio alla legalizzazione e apostille per questo Stato dell’Asia centrale. 

La prima cosa da sapere è che, per legalizzare un atto italiano per il Tagikistan  non serve la procedura standard (tramite Consolato), ma potrai tranquillamente ricorrere alla legalizzazione semplificata con apostille. Questo perché questa ex Repubblica Sovietica ha sottoscritto, proprio come l’Italia, la “Convenzione dell’Aja” del 1961, con cui è stato abolito l’obbligo di legalizzazione di atti pubblici da presentare tra Paesi aderenti, sostituendola, appunto, con l’apostille.

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1. Cos’è l’apostille e quali atti per il Tagikistan possono essere apostillati e quali no

Come anticipavamo sopra, l’apostille, o postilla, è una procedura di legalizzazione semplificata. Essa prevede l’apposizione di un timbro (o, più di rado, di un contrassegno digitale) da parte di un pubblico ufficiale sul documento da legalizzare. In questo modo, si convalidano sia la qualità del firmatario, sia l’autenticità della firma e del sigillo apposto sull’atto, rendendo, così, quest’ultimo valido anche per lo Stato estero destinatario (in questo caso, il Tagikistan). 

Non tutti gli atti possono, però, essere apostillati. In particolare, possono ricevere la postilla gli atti pubblici con firma autografa, i cui firmatari abbiano registrato la propria firma presso l’organo di appartenenza (per l’Italia: la Procura o la Prefettura). Per esclusione, non possono ricevere l’apostille gli atti privati, quelli pubblici firmati da pubblici ufficiali che non abbiano registrato la loro firma in Procura/Prefettura e i documenti scaduti, come, ad esempio, i certificati anagrafici e di Stato Civile rilasciati da più di 6 mesi.  

RICORDA!

Verifica sempre la conformità tra la firma apposta sull’atto e quella registrata, contattando il firmatario oppure scrivendo un’e-mail all’ente stesso dove la firma è stata depositata. Nel caso in cui, infatti, la firma risulti troppo difforme rispetto a quella registrata, il funzionario incaricato di mettere la postilla potrebbe rifiutarsi di procedere.

2. Come fare a legalizzare degli atti non apostillabili per il Tagikistan

Un atto non apostillabile, come, ad esempio, un documento privato o uno pubblico non firmato da un funzionario con firma registrata presso l’ente di competenza, può comunque essere legalizzato ricorrendo ad un escamotage. Tale espediente non è, però, sempre accettato da tutti, pertanto, prima di procedere, ti suggeriamo di interfacciarti con l’ente tagiko destinatario.

Ecco cosa devi fare: come prima cosa, fai emettere una copia conforme o “copia autentica” dell’atto in questione, poi fai apostillare la copia stessa in Procura, se la copia è stata autenticata da un Notaio, oppure in Prefettura, se la copia è stata autenticata in Comune. 

Perfino gli atti firmati da notai non più attivi poiché deceduti o in pensione potrebbero non essere ammessi per l’apostille. In questo caso, estrai l’atto dall’Archivio Notarile e fallo firmare contestualmente da un funzionario dell’Archivio stesso che abbia già depositato la propria firma presso la Procura di competenza.

NOTA BENE!

I certificati scaduti non possono più ricevere l’apostille in alcun modo.

3. Dove richiedere l’apostille in Italia per atti destinati al Tagikistan

L’apostille per il Tagikistan si richiede nel nostro Paese alla Procura o alla Prefettura competente in base alla località in cui il documento è stato formato.

RICORDA!

Solo nel caso di documenti rilasciati da autorità centrali (come il Ministero della Salute e l’AIFA) è possibile richiedere l’apostille a qualsiasi Prefettura d’Italia.

Quando bisogna rivolgersi alla Procura e quando alla Prefettura? La risposta è molto semplice: dipende dal tipo di atto. Pertanto, ti rivolgerai:

  • Alla Prefettura, per i certificati anagrafici e di Stato Civile e tutti gli altri documenti rilasciati dai Comuni, per i certificati universitari e i certificati scolastici (per questi ultimi, però, potrebbe essere richiesto prima il visto dell’Ex Provveditorato agli Studi/Ufficio Scolastico Regionale) e tutti gli altri atti pubblici non rilasciati da autorità giudiziarie e notarili quali, ad esempio, quelli rilasciati dalle ASL, dalle Camere di Commercio e dalle Diocesi.
  • Alla Procura, per le sentenze, i Certificati del Casellario e dei Carichi Pendenti e ogni altro tipo di atto giudiziario, per gli atti notarili e per le traduzioni giurate o asseverate dinanzi a un notaio, a un funzionario di un Tribunale o un Giudice di Pace.

NOTA BENE!

Non sai come richiedere l’apostille presso la Procura o Prefettura territorialmente competente? Sul nostro sito trovi guide appositamente dedicate alle procedure di legalizzazione e apostille per quasi tutte le Procure e Prefetture d’Italia. Utilizza il motore di ricerca interno per trovare quella che ti serve oppure inviaci una e-mail a info@multilex.it.

4. Come legalizzare un atto tagiko destinato all’Italia

Anche in questo caso si può ricorrere all’apostille, così come previsto dalla Convenzione dell’Aja del 1961. Tuttavia, l’apostille su atti formati presso enti tagiki non può essere rilasciata nel nostro Paese, ma andrà richiesta direttamente alle autorità locali competenti, vale a dire il Ministero degli Affari Esteri o il Ministero della Giustizia, così come indicato in questa pagina del sito ufficiale della Convenzione redatta in lingua inglese oppure, se preferisci, in lingua francese.

RICORDA!

Soltanto gli atti rilasciati da agenti diplomatici e consolari del Tagikistan su suolo italiano possono essere legalizzati nel nostro Paese ricorrendo, però, non all’apostille ma alla “legalizzazione prefettizia”. È, però, preferibile che tali atti siano rilasciati in italiano o su modello bilingue italiano-tagico o italiano-russo.

5. Limitazioni per il Tagikistan

L’Austria, il Belgio e la Germania hanno sollevato un’obiezione circa l’adesione del Tagikistan alla Convenzione dell’Aja. Qualora dovessi, pertanto, legalizzare per questo Paese asiatico un atto rilasciato da un ente di questi tre Paesi, non potrai ricorrere all’apostille, ma dovrai utilizzare la doppia legalizzazione nazionale e consolare. Lo stesso dovrai fare qualora dovessi legalizzare un documento rilasciato in Tagikistan per uno di questi Stati europei.

6. Rappresentanze Diplomatiche e Consolari tagike in Italia

Dal momento che, in base alla lista delle Rappresentanze Diplomatiche straniere in Italia, pubblicata e costantemente aggiornata sul sito del nostro Ministero degli Esteri, sul territorio italiano non risultano esserci Rappresentanze Diplomatiche e Consolari tagike, i cittadini italiani che avessero necessità di farsi seguire per un visto o una pratica possono far riferimento all’Ambasciata del Tagikistan di Vienna utilizzando i seguenti contatti: 

7. Traduzione di atti apostillati per il Tagikistan

Sei riuscito a ottenere l’apostille su un atto italiano destinato alla Repubblica del Tagikistan? Sei quasi arrivato al traguardo, ma potrebbe essere necessario un ulteriore passaggio: la traduzione del documento in una delle due lingue ufficiali del Paese, il russo o il tagico.

Qui la questione si complica perché, in genere, la traduzione semplice non è sufficiente, ma trattandosi di documenti pubblici, rilasciati da autorità giudiziarie, notai e altri pubblici ufficiali, potrebbe esserti richiesta una traduzione certificata o più probabilmente, non essendo un Paese anglofono, una traduzione giurata o asseverata, anch’essa apostillata. Come risolvere? Puoi chiedere all’ente tagiko destinatario e attendere disposizioni, oppure tradurre il documento sul posto.

RICORDA!

Non riesci a trovare informazioni adeguate sul tipo di traduzione richiesta? Chiedi il supporto di uno dei nostri traduttori esperti!

8. Conclusioni

Ora sai proprio tutto sulla legalizzazione e apostille di atti e documenti rilasciati in Italia per il Tagikistan e viceversa. Qualora volessi parlare direttamente con uno dei nostri esperti, richiedi una consulenza telefonica gratuita di 15 minuti.

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