Devi effettuare la legalizzazione o l’apostille di un Certificato dei Carichi Pendenti e non sai come e a chi rivolgerti? Sei nel posto giusto. Di seguito trovi una guida completa con tutte le informazioni su questo argomento.
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Leggere la nostra guida è utile per avere tutte le informazioni di base. Puoi però anche consultare uno dei nostri professionisti: hai accesso a una consulenza telefonica gratuita di 15 minuti.
Definiamo subito cosa vuol dire legalizzare o apostillare un atto, quando serve e chi effettua queste procedure. La legalizzazione e le apostille sono due sistemi di autenticazione di un documento rilasciato dalla Pubblica Amministrazione. Attraverso di esse si rende un atto, come il Certificato dei Carichi Pendenti, valido per essere utilizzato presso uno Stato estero. Infatti, l’autentica avviene ad opera di un pubblico ufficiale, il quale applicherà timbro e firma sul documento, convalidandolo.
Anche se entrambe hanno la medesima funzione, si utilizzano in situazioni diverse. Per esempio, l’apostille è una procedura semplificata, utilizzata solo tra i Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja. Al di fuori di questa eccezione, si utilizzerà sempre la legalizzazione.
Ciò ci porta all’altra domanda: quando serve l’autenticazione tramite apostille e legalizzazione? Ogni volta che devi fare valere un documento pubblico all’estero, come appunto il Certificato dei Carichi Pendenti e quello del Casellario, che sono entrambi rilasciati dalla Procura. . Infine, può essere necessario anche per autenticare una traduzione giurata o asseverata.
NOTA BENE!
In genere, le Autorità Estere richiedono preferibilmente il Certificato Penale, che in Italia corrispondere al Certificato del Casellario. Il Certificato dei Carichi Pendenti viene richiesto solitamente in aggiunta a quello del Casellario, qualora l’ente straniero, oltre alle condanne definitive, volesse conoscere anche se ci sono procedimenti in corso a carico dell’intestatario. Se vuoi sapere come richiedere il Casellario Giudiziale leggi la guida che abbiamo appena linkato.
Dove richiedere la legalizzazione e l’apostille? Per documenti come il Certificato dei Carichi Pendenti, il Casellario Giudiziale e altri atti dell’autorità giudiziaria, oltre a quelli notarili, la legalizzazione e l’apostille sono effettuate sempre dalla Procura che ha emesso il documento, che nel caso dei Carichi Pendenti corrisponde anche a quella in cui ha la residenza l’intestatario
Per quanto riguarda, invece, la legalizzazione, anche in questo caso occorre rivolgersi alla Procura che ha rilasciato l’atto, dopodiché dovrai recarti presso il consolato del Paese terzo per ottenere la legalizzazione consolare.
RICORDA!
Hai bisogno anche di autenticare un Certificato del Casellario Giudiziale: leggi la nostra guida sulla legalizzazione e apostille del Certificato del Casellario Giudiziale.
Ci sono una serie di eccezioni in cui non è necessaria la procedura di legalizzazione o apostillazione di un Certificato dei Carichi Pendenti per l’estero.
Il primo caso è quando a richiedere il certificato dei carichi pendenti è un cittadino italiano che dovrà utilizzarlo in uno dei Paesi membri dell’Unione Europea. Infatti, l’esenzione è stabilita in base al Regolamento UE 2016/1191. Inoltre, per la stessa normativa, non è necessaria la traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti..
Un altro caso di esenzione dall’autenticazione di un atto per l’estero riguarda l’utilizzo del Certificato dei Carichi Pendenti nei Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Bruxelles del 1987, come: Belgio, Danimarca, Francia, Italia, Lettonia, Estonia, Austria, Germania e Ungheria.
NOTA BENE!
In tutti gli altri casi, la procedura di apostille è di competenza della Procura che ha rilasciato il documento per i Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja.
Invece, la legalizzazione deve essere effettuata in Procura o presso il consolato in Italia o del Paese di destinazione per tutti gli Stati che non aderiscono a tale accordo.
Vuoi conoscere quando richiedere l’apostille o la legalizzazione del certificato dei carichi pendenti? Contattaci!
Vediamo praticamente come autenticare, tramite legalizzazione o apostille, un Certificato dei Carichi Pendenti.
Il primo passo è quello di avere un certificato valido, da richiedere all’Ufficio del Casellario della Procura in cui hai residenza. Ricordiamo che il documento ha una scadenza di sei mesi dalla data di emissione, dopodiché non potrà più essere legalizzato o apostillato.
Una volta ottenuto, devi farlo autenticare. In base al Paese in cui dovrà essere utilizzato, è necessario convalidarlo tramite l’apostille o la legalizzazione. Dovrai quindi recarti presso l’ufficio preposto a questa procedura. Devi però considerare che ogni Procura ha modalità differenti. Per questo ti consigliamo di accedere al nostro motore di ricerca e selezionare la Procura della città in cui sei residente. Avrai così tutte le informazioni necessarie.
NOTA BENE!
Al momento della richiesta della legalizzazione e dell’apostille, è utile comunicare al responsabile il nome del funzionario che ha emesso il certificato. Infatti, in caso di decesso, ricollocamento o pensionamento di chi ha emesso il certificato, potrebbe essere necessario richiederne uno nuovo.
Per effettuare la legalizzazione o l’apostille, è necessario consegnare il documento in originale. Quindi, dovrai recarti di persona all’ufficio preposto. Puoi anche affidare l’operazione a un soggetto terzo con delega o, laddove previsto, richiedere l’autenticazione via posta.
In questo caso, dovrai prima inviare il documento alla Procura, allegando la domanda, il Certificato dei Carichi Pendenti in originale e una busta preaffrancata per la spedizione con Poste italiane.
Tuttavia, molte Procure richiedono che la spedizione di ritiro del certificato apostillato o legalizzato sia effettuata solo tramite corriere. In questo caso, dovrai contattare la Procura e organizzare l’appuntamento per la consegna.
RICORDA!
Se non hai nessuno da delegare per la consegna e il ritiro, puoi contattarci. Affideremo a un nostro professionista la pratica di legalizzazione e apostille del Certificato dei Carichi Pendenti o di qualunque altro documento.
Fino ad ora abbiamo analizzato i casi in cui è necessario autenticare il certificato dei carichi pendenti e le esenzioni. Ci sono però alcune situazioni in cui non è possibile effettuare la procedura di legalizzazione o apostille di un Certificato dei Carichi Pendenti, e sarà necessario richiederne uno nuovo. Ecco quali sono:
NOTA BENE!
Al momento in cui richiedi un Certificato del Casellario Giudiziale o un Certificato dei Carichi Pendenti all’Ufficio del Casellario è utile specificare che il documento è necessario per l’estero e che dovrà essere successivamente legalizzato o apostillato. In questo modo, sarà firmato da un funzionario che abbia firma autenticata in Procura.
Legalizzare o apostillare un certificato dei carichi pendenti è un’operazione gratuita se effettuata presso la Procura. Ovviamente, devi considerare il costo di un’eventuale traduzione. Invece, se il documento deve essere autenticato tramite legalizzazione consolare, i costi variano in base al Paese in cui dovrà essere utilizzato.
Quindi, prima di procedere alla legalizzazione consolare, può essere utile contattare il consolato. In alternativa, puoi affidarti alla competenza di Multilex.
Come avrai notato nella nostra guida, la legalizzazione o l’apostille di un Certificato dei Carichi Pendenti è una procedura abbastanza semplice. Tuttavia, ci sono una serie di aspetti che potrebbero portare a commettere errori, con la conseguenza di perdere tempo e vedersi rifiutare il documento all’estero. Pensa al caso delle esenzioni e alle diverse tipologie di autenticazione.
Con il nostro aiuto, potrai completare l’iter nel minor tempo possibile e, soprattutto, con la certezza di ottenere l’autenticazione del documento.
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