Legalizzazione e apostille per la Turchia

Devi legalizzare un atto pubblico italiano da presentare in Turchia e non sai qual è la procedura corretta da seguire? Se sei arrivato qui con questo quesito, questo è il posto giusto per te! 

Nei prossimi paragrafi trovi, infatti, una guida su come fare la legalizzazione di documenti italiani destinati alla Turchia e viceversa. Pronto? Allora iniziamo subito!

La prima cosa da sapere è che la Turchia appartiene alla lista di Stati che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja del 1961. Questo significa che, se hai bisogno di legalizzare un documento pubblico rilasciato in Italia e destinato a questo Paese asiatico, puoi utilizzare la procedura semplificata con “apostille”

In cosa consiste questa procedura? Dove può essere richiesta? Ci sono eccezioni specifiche per la Turchia? Qui trovi le risposte a queste e altre domande!

Qualora volessi andare subito al sodo, puoi anche richiedere una consulenza telefonica gratuita di 15 minuti. Uno dei nostri esperti sarà a tua completa disposizione per offrirti il supporto necessario!

NOTA BENE!

Se lo desideri, puoi anche affidare a noi l’intera procedura: ecco a te i nostri contatti!

1. Cos’è l’apostille

L’apostille, chiamata anche “postilla,” è una procedura di legalizzazione semplificata che sostituisce la tradizionale procedura di doppia legalizzazione nazionale e consolare. 

Nello specifico, essa consiste nell’apposizione di un timbro e di una firma (o di un contrassegno digitale, nel caso dell’apostille digitale o “e-postille”) da parte di un pubblico ufficiale sul documento da legalizzare. 

Lo scopo di questa procedura è riconoscere e convalidare la firma del funzionario che ha rilasciato il documento, rendendolo ufficiale anche per il Paese estero destinatario (in questo caso, la Turchia). 

Attenzione, però, perché, affinché l’apostille sia valida, occorre che il pubblico ufficiale che la rilascia abbia la propria firma depositata presso la Procura o la Prefettura competente. 

2. Dove si richiede l’Apostille per atti rilasciati in Italia e destinati alla Repubblica di Turchia

Anche per la Turchia, gli organi deputati al rilascio di apostille sono la Procura e la Prefettura territorialmente competenti in base alla zona in cui il documento è stato redatto. 

Tuttavia, per gli atti emessi da autorità centrali, come il Ministero della Salute e l’AIFA, l’apostille può essere apposta presso qualsiasi Prefettura d’Italia.

La scelta tra le due non è a discrezione dell’interessato ma dipende dal tipo di atto da legalizzare. Sono di competenza della Procura della Repubblica:

  • Tutti gli atti giudiziari, come sentenze, certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti, e altri atti provenienti da funzionari del Ministero della Giustizia;
  • Le traduzioni giurate o asseverate in tribunale o davanti a un notaio;
  • Gli atti notarili e quelli provenienti dagli archivi notarili.

Gli atti rilasciati dai Comuni e da altri enti, esclusi quelli menzionati sopra , sono di competenza della Prefettura per quanto riguarda la procedura di apostille. Tra gli atti che possono essere apostillati in Prefettura troviamo:

  • I certificati anagrafici;
  • I certificati scolastici e universitari. Tuttavia, in alcuni casi, per diplomi, pagelle o altri documenti attestanti il titolo di studio o la carriera scolastica, potrebbe essere richiesto anche il visto del Provveditorato agli Studi/Ufficio Scolastico Regionale prima della legalizzazione in Prefettura;
  • I documenti della Camera di Commercio e quelli emessi dalle ASL, dal Ministero della Salute, dall’AIFA, dalle Diocesi, ecc.

3. Esenzioni e particolarità per la Turchia

In base alla Convenzione di Atene del 1977, sono esenti da legalizzazione e da apostille i seguenti atti destinati alla Turchia:

  • Gli atti e documenti riguardanti lo stato civile, la capacità o la situazione familiare delle persone fisiche, la loro nazionalità, il loro domicilio o la loro residenza, qualunque sia l’uso al quale sono destinati;.
  • Tutti gli altri atti e documenti che vengono prodotti per la celebrazione di un matrimonio o per la formazione di un atto di stato civile.

Tuttavia, sempre in base alla Convenzione di Atene, qualora un atto o documento dispensato dalla procedura di apostille in base alla suddetta Convenzione non sia stato trasmesso per via diplomatica o per altra via ufficiale, l’autorità turca alla quale è stato presentato potrà, in caso di grave dubbio riguardante l’autenticità della firma, l’identità del sigillo o del timbro o la qualificazione del firmatario, farlo controllare direttamente dall’autorità che lo ha rilasciato.

La Convenzione di Vienna del 1976 ha inoltre stabilito che, nel caso di estratti di atti di stato civile (estratto di nascita, estratto di matrimonio ed estratto di morte) redatti su modello plurilingue, non c’è necessità nemmeno di traduzione.

Infine, con la Convenzione di Monaco del 1980 (art.10) è stato abolito anche l’obbligo di legalizzazione per quanto riguarda il Certificato di capacità matrimoniale redatto su modello plurilingue.

4. Cosa fare prima di chiedere l'apostille su un documento pubblico

Ecco alcuni consigli pratici per non sbagliare. Innanzitutto, l’apostille può essere posta solo su atti originali con firma autografa, non su documenti rilasciati in formato digitale o su copie semplici (fotocopie). 

Altro aspetto cui porre attenzione è la data di validità dell’atto. La maggior parte dei documenti pubblici rilasciati in Italia, come i certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti, i certificati, gli estratti e le copie integrali di atti di nascita e di matrimonio, hanno, infatti, validità di 6 mesi dal rilascio. Dunque, prima di richiedere l’apostille, è bene verificare quanto manca alla scadenza del documento per evitare perdite di tempo.

La cosa più importante, però, riguarda la firma del pubblico ufficiale che ha autenticato l’atto. Occorre infatti controllare che:

  • Sia stata effettivamente registrata presso la Procura o la Prefettura; 
  • Corrisponda nella grafia a quella depositata presso l’organo competente. 

In caso di firma non registrata o estremamente difforme da quella depositata, il funzionario incaricato di apporre l’apostille potrebbe rifiutarsi di procedere o aver bisogno di fare alcuni accertamenti, prolungando così la durata della procedura.

NOTA BENE!

Nel caso in cui un atto sia stato firmato da un notaio deceduto o in pensione, potrebbe non essere possibile apporre direttamente l’apostille. 

In tali circostanze, è necessario estrarre l’atto dall’Archivio Notarile e farlo firmare da un funzionario dell’Archivio, la cui firma sia registrata presso la rispettiva Procura competente. Solo dopo questo passaggio sarà possibile apporre l’apostille sull’atto.

5. Cosa fare se il documento non è legalizzabile/apostillabile

L’apostille può essere utilizzata solo per legalizzare atti pubblici. Non riguarda, quindi, atti tra privati, come i contratti privati. Tuttavia, qualora avessi bisogno di legalizzare un atto privato per la Repubblica di Turchia puoi procedere in questo modo: 

  • Fai realizzare una copia conforme o “copia autentica” dell’atto privato tramite un pubblico ufficiale, come un Notaio o un funzionario comunale. In questo modo, l’atto o contratto privato diventa una copia “pubblica” che può essere apostillata.
  • Fai apostillare la copia stessa presso l’autorità competente: in Procura se la copia è stata autenticata da un Notaio, oppure in Prefettura se la copia è stata autenticata da un ufficiale del Comune.

 

NOTA BENE!

Prima di procedere, verifica sempre che l’ente turco interessato sia disponibile ad accettare questa procedura, poiché non tutti potrebbero riconoscerla.

6. Posso mettere l'apostille in Italia su documenti provenienti dalla Turchia?

In Italia, non è possibile apporre l’apostille su un atto pubblico rilasciato da un ente turco, anche se destinato al nostro Paese. Per procedere con la legalizzazione, è necessario rivolgersi alle autorità locali competenti, vale a dire:

  • Per i documenti amministrativi:

– nelle province: Governatore, Capo Ufficiale del Distretto, Segretario Capo;

– nelle città: Responsabile del Distretto.

  • Per gli atti giudiziari: Presidenze delle Commissioni giudiziarie ove esistono le alte corti penali.

Troverai tutti i contatti e le informazioni necessarie sulla pagina ufficiale della Convenzione dell’Aja, disponibile in lingua inglese o francese.

RICORDA!

La Convenzione di Londra del 1968 ha stabilito che, per gli atti rilasciati da Ambasciate e Consolati turchi in Italia, non è necessaria la procedura di legalizzazione prefettizia. 

Dunque, ove gli atti siano rilasciati in italiano o bilingui italiano-turco, potrai utilizzarli direttamente dinanzi a qualsiasi ente pubblico italiano. Se invece sono rilasciati in turco, dovrai eseguire una traduzione giurata in italiano e possiamo occuparcene noi, contattaci!

7. Ambasciata e Consolati della Repubblica di Turchia in Italia

La Farnesina aggiorna regolarmente sul proprio sito una lista delle Rappresentanze Diplomatiche straniere in Italia, da cui si evince che nel nostro Paese sono attualmente attive le seguenti Rappresentanze Diplomatiche per la Turchia:

– Sezione consolare dell’Ambasciata di Roma

  • Indirizzo: Via Palestro, 28 presso Palazzo Gamberini
  • Telefono: 06-445941
  • E-mail: consolato.roma@mfa.gov.tr
  • Orari: dal lunedì al venerdì 09:00–12:30 e 13:30–17:00
  • Circoscrizione: tutto il territorio della Repubblica Italiana

 

 

Consolato generale di Milano

 

 

Consolato onorario di Ancona

– Consolato onorario di Bari

  • Indirizzo: Via Abate Gimma, 148 
  • Telefono: 080-5234075, 335-5219911
  • Circoscrizione: Puglia (eccetto la Città di Brindisi)

– Consolato onorario di Genova

  • Indirizzo: Piazza de Ferrari, 4 
  • Telefono: 010-2474313, 010-2474354 
  • Circoscrizione: Città di Genova

– Consolato onorario di Ravenna

– Consolato onorario di Siracusa

– Consolato onorario di Trieste

– Consolato onorario di Venezia 

NOTA BENE!

Qualora volessi recarti presso la sede di un’Ambasciata o di un Consolato turco in Italia, ricorda che nei giorni di festività nazionali (29 ottobre) alcuni servizi potrebbero essere sospesi.

8. Traduzione dei documenti apostillati per la Turchia

Dopo aver messo l’apostille, potrebbe essere richiesto di tradurre gli atti formati in Italia da utilizzare in Turchia nella lingua maggiormente utilizzata nel Paese, vale a dire il turco, sebbene vi siano anche minoranze linguistiche che parlano il curdo, l’arabo, l’armeno e il greco. 

Per quanto riguarda il tipo di traduzione, potrebbe essere richiesta:

oppure 

Per evitare problemi con traduzioni non utilizzabili, è consigliabile chiedere direttamente all’ente turco che riceverà il documento quale tipo di traduzione è richiesta: se asseverata o certificata. 

Oppure, puoi anche apostillare il documento in Italia e poi procedere con la traduzione direttamente in questo Paese asiatico. 

RICORDA!

Se preferisci, possiamo occuparci anche noi della traduzione: contattaci!

9. Conclusioni

Siamo arrivati alla fine della nostra guida, pertanto dovresti avere tutte le informazioni necessarie per legalizzare, o per meglio dire “apostillare” atti italiani destinati alla Turchia e viceversa.

Qualora avessi ancora qualche dubbio, puoi richiedere una consulenza telefonica di 15 minuti. Non ti verrà addebitato alcun costo! 

Sul nostro blog sono, inoltre, disponibili guide specifiche dedicate alle procedure di legalizzazione e apostille in diverse Procure e Prefetture d’Italia nonché per tanti altri Paesi stranieri. Utilizza il nostro motore di ricerca interno per trovare quella che ti interessa. 

Qualora non la trovassi o non l’avessimo ancora redatta per la località di tuo interesse, scrivici a info@multilex.it e ti daremo noi le informazioni necessarie per svolgere questa procedura nella Procura/Prefettura territorialmente competente per il documento che hai bisogno di apostillare.

CONTATTACI!

Cerchi un consulente qualificato ed esperto che si occupi di apostillare per te uno o più documenti destinati alla Turchia? Lo facciamo noi! E possiamo occuparci anche di realizzare la successiva traduzione.

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