Legalizzare o apostillare un documento in Procura della Repubblica a Venezia è molto semplice e qui ti descriviamo esattamente come.
Se invece non hai tempo o voglia di fare tutto da solo, contattaci e saremo felici di seguire la procedura al posto tuo.
In alternativa, puoi anche prenotare una consulenza telefonica gratuita: ti guideremo verso la scelta più adatta alle tue esigenze.
Non sai se devi far apporre il timbro di legalizzazione o l’apostille (che è un suo sostituto, per alcuni Paesi)? Ebbene, sappi che per quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea e i principali Paesi occidentali è l’apostille la forma di legalizzazione da adottare.
Tra i Paesi più noti in cui si applica l’apostille (esclusi quelli europei) annoveriamo Argentina, Australia, Brasile, Colombia, Corea del Sud, Giappone, Hong Kong, Israele, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Regno Unito, Russia, Sudafrica, Stati Uniti, Uruguay e Venezuela.
Se il Paese di destinazione del tuo documento non è tra i firmatari della Convenzione dell’Aja 1961 (che ha introdotto, appunto, l’apostille), allora è il timbro di legalizzazione quello che dovrai far apporre in Procura.
Dopo la legalizzazione, dovrai fare un passaggio presso la rappresentanza diplomatica o consolare del Paese estero di destinazione, presente sul territorio italiano. Questo perché la legalizzazione nazionale necessita di una legalizzazione consolare per essere valida all’estero, ove il Paese destinatario non rientri tra i firmatari della suddetta Convenzione dell’Aja 1961
In ogni caso, è bene ricordare che in alcuni casi si applicano esenzioni a ogni forma di legalizzazione (ivi inclusa l’apostille, dunque), in forza di accordi internazionali, europei o bilaterali, come il Regolamento (UE) 2016/1191, la Convenzione di Atene del 1977 e la Convenzione di Bruxelles del 1987.
Se non sei sicuro di quale sia la procedura di legalizzazione da attivare o non sai se il tuo documento è esente, prenota una consulenza telefonica gratuita e risolveremo ogni tuo dubbio.
La legalizzazione e l’apostille attestano, mediante un timbro e una firma, non solo l’autenticità del documento ma anche la qualifica del firmatario. Si possono apporre solo su documenti pubblici firmati in originale (non in digitale) e da un pubblico ufficiale (Giudice, Cancelliere, Notaio etc.).
È bene ricordare che esse non attestano mai la veridicità del contenuto dell’atto legalizzato o apostillato e che non hanno scadenza, mentre l’atto in sé potrebbe averla.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Venezia è competente per la legalizzazione e apostillazione di tutti gli atti giudiziari e notarili rilasciati in provincia di Venezia.
Per quanto riguarda gli atti giudiziari, dunque, si tratta non solo degli atti firmati da giudici e cancellieri ma anche da ogni altro funzionario del Ministero della Giustizia operante nella suddetta provincia.
Per tutti gli altri pubblici è competente la Prefettura di Venezia, tranne che per i documenti emessi dalla Camera di Commercio di Venezia e che vanno in Paesi non aderenti alla Convenzione dell’Aja, per la cui legalizzazione è competente la medesima Camera di Commercio.
Prima di recarti in Procura (all’Ufficio Affari Civili della Procura, nella Cittadella della Giustizia, in Santa Croce 430, edificio n. 3, a piano terra), devi prendere appuntamento chiamando il numero 041 9653 038 o inviando una email a affaricivili.procura.venezia@giustiziacert.it o una PEC a affaricivili.procura.venezia@giustiziacert.it. Presentati lì il giorno dell’appuntamento con i documenti in originale, il tuo documento di riconoscimento e il modulo di richiesta.
ll funzionario preposto ti darà un ulteriore appuntamento per il ritiro (che cadrà entro i successivi 5 giorni lavorativi). Se non puoi recarti il giorno indicato per la presentazione della documentazione o per il ritiro dei documenti, servirà una delega in carta semplice corredata dalla fotocopia del documento di riconoscimento del delegante e l’originale di quello del delegato.
L’ufficio è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:00 alle 13:00.
Al funzionario che ti accoglierà dovrai comunicare il Paese destinatario della documentazione, cosicché possa stabilire se legalizzarla o apostillarla.
Ricorda che se la procedura per il Paese estero destinatario della tua documentazione prevede la legalizzazione, dovrai recarti presso il relativo Consolato in Italia, così da completare la legalizzazione consolare.
Infine, la procedura può essere attivata anche per posta. In una busta preaffrancata, inserisci i documenti in originale da legalizzare/apostillare, il tuo documento di riconoscimento e il modulo di richiesta.
È bene che l’indirizzo di spedizione sia così scritto nel campo destinatario: UFFICIO AFFARI CIVILI – PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA, SANTA CROCE 430, 30135 VENEZIA (in maiuscolo e sottolineato), come riferito dai funzionari della Procura, per evitare che la busta non arrivi subito all’ufficio di competenza.
Ora che i documenti sono apostillati (in Procura di Venezia) o legalizzati (prima in Procura di Venezia e poi in Consolato), dovrai assicurarti che non vadano anche tradotti nella lingua del Paese di destinazione.
Talvolta, il Consolato estero in Italia provvede alla legalizzazione insieme alla traduzione degli atti. In altri casi, il documento pubblico italiano è emesso anche nella lingua straniera ufficiale parlata nel Paese di destinazione, come nel caso dei modelli plurilingue.
Al di fuori dei suddetti casi, potrai eseguire la traduzione in Italia, sia certificata che giurata o asseverata in Tribunale. È comunque generalmente possibile eseguire la traduzione nel Paese di destinazione dei documenti, da parte di agenzie o traduttori ufficiali.
Il nostro consiglio è sempre di verificare con l’ente estero destinatario quale sia il tipo di traduzione accettato per la specifica procedura.
Questo è tutto ciò che ti serve sapere in merito a questa procedura. Se hai bisogno di apostillare, legalizzare e/o tradurre documenti per l’estero, abbiamo una soluzione per ogni tua esigenza. Contattaci!