Se hai bisogno di richiedere un Certificato di Origine alla Camera di Commercio di Verona, conosciuto anche come “Certificato di Origine non preferenziale delle merci”, non potervi trovarti in un posto migliore: in questa guida trovi, infatti, tutto quello che serve!
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Si tratta di un certificato ufficiale rilasciato, solitamente, dalle Camere di Commercio, che attesta lo Stato nel quale è avvenuta la produzione, l’estrazione o la fabbricazione delle merci oppure in cui è stata effettuata l’ultima trasformazione sostanziale.
La sua utilità si rende necessaria:
Scopo del documento non è, dunque, quello di certificare l’avvenuta spedizione, né è considerato rappresentativo della merce, come lo sono, ad esempio, le lettere di vettura e le polizze di carico.
La sua funzione è, invece, principalmente collegata a finalità doganali e/o creditizie (la sua presentazione è indispensabile, ad esempio, per aprire lettere di credito), ma può anche essere richiesto dal cliente finale per esigenze di tipo commerciale.
Il Certificato di Origine può essere richiesto alla CCIAA di Verona esclusivamente per via telematica, senza il bisogno di recarsi allo sportello. Solo in casi residuali, che andranno opportunamente motivati, può essere richiesto in modalità cartacea allo sportello.
Possono, innanzitutto, richiederlo alla Camera di Commercio di Verona le aziende esportatrici:
Le richieste del Certificato di Origine online presso la CCIAA di Verona prevedono l’utilizzo della piattaforma gratuita Cert’O.
Per poter usufruire del servizio è necessario che l’impresa:
L’impresa, dopo essersi registrata al sito, riceverà via e-mail le credenziali di accesso necessarie per entrare nel sistema e con cui procedere (solo in sede di primo accesso) al completamento della registrazione.
Riepiloghiamo di seguito i passaggi per avviare la procedura di richiesta dalla piattaforma Cert’O.
Per maggiori informazioni su come iscriversi a Telemaco, come inoltrare le pratiche su Cert’O e come ottenere la firma digitale puoi consultare la guida Visti e legalizzazioni alla CCIAA di Verona.
Per completare la richiesta, si dovrà procedere prima di tutto alla compilazione del formulario digitale composto da 5 documenti: un foglio definito “Originale” di colore giallo, tre fogli di “Copia” in giallo più chiaro e un foglio di “Domanda di Origine”.
Ogni foglio ha un suo codice ed è suddiviso in una serie di caselle: clicca sul pulsante per avere tutte le indicazioni necessarie per la loro compilazione.
Una volta compilato il formulario, sarà necessario salvarlo e scaricarlo in formato XML, autenticando col sistema di firma digitale in tuo possesso.
Qualora la richiesta per via telematica non fosse firmata dal legale rappresentante, ma da un delegato, sarà necessario compilare e presentare l’apposita delega.
RICORDA!
Perché la richiesta del Certificato di Origine presso la CCIAA di Verona vada a buon fine, andrà indirizzata:
Ad ogni richiesta dovrà essere allegata almeno una fattura di esportazione, oltre a tutti gli altri documenti comprovanti l’origine delle merci quali ad esempio:
NOTA BENE!
Tutti i documenti, compresa la fattura, allegati alla richiesta dovranno essere firmati digitalmente da legale rappresentate/procuratore dell’impresa ed allegati in formato *.p7m. Nel caso in cui i documenti allegati alla richiesta non siano firmati digitalmente o non siano in formato corretto (*.p7m) la pratica sarà respinta.
Dedichiamo questa sezione della guida ad alcune situazioni particolari che possono verificarsi quando si ha bisogno di richiedere un Certificato di Origine.
Quando la fattura di esportazione ha una data superiore ai 30 giorni, il Certificato di Origine può essere rilasciato comunque ma, in tal caso, andranno forniti, all’interno della domanda, anche i motivi di tale richiesta tardiva, indicando nel contempo il luogo in cui si trova la merce.
In tale circostanza, nella casella 5 “Osservazioni” dovrà essere riferita la dicitura “Certificato rilasciato a posteriori“.
Il Certificato di origine proforma è rilasciato a fronte di fatture proforma. La sua funzione è spesso collegata alla necessità di aprire una lettera di credito in alcuni Paesi, oppure per spedire merce in sostituzione di un’altra già spedita in precedenza ma risultata poi difettosa.
Cosa fare, in questo caso? L’unico accorgimento consiste nell’inserire, nella casella 5 “Osservazioni” gli estremi della fattura proforma; l’ufficio, quindi, provvederà ad apporre il timbro “certificato proforma” sul documento emesso.
Nel caso di commercializzazione di merci usate, essendo passato molto tempo tra la data di produzione e quella di esportazione, potrebbe essere piuttosto difficile se non impossibile risalire ai documenti comprovanti l’origine.
In tal caso, secondo quanto stabilito dalle normative comunitarie, si potranno produrre, come prove dell’origine anche i pareri di esperti, le dichiarazioni del fabbricante, le etichette apposte sulle merci stesse, i libretti di istruzione per l’uso.
Per completare la domanda di Certificato di Origine di merce usata procedi, dunque, così:
Si ha una triangolazione commerciale quando la merce, che si trova in Italia, è spedita da un operatore estero ad un altro cliente che si trova in un Paese terzo.
Tale situazione, ai fini del rilascio del Certificato di Origine, deve essere indicata all’interno della casella 2 del formulario, fornendo dati e indirizzi sia del “buyer”, sia di colui che riceve la merce.
È, inoltre, necessario inserire la dicitura “all’ordine” seguita da “per ulteriore riesportazione” e fare attenzione che entrambi gli indirizzi compaiano anche sulla fattura di esportazione collegata.
È consentito richiedere un unico Certificato d’Origine per più fatture solo nel caso in cui il cliente e la spedizione siano unici. In caso contrario, sarà necessario richiedere un certificato ad hoc per ogni fattura.
Se, invece, fossero previste più di una spedizione per merci indicate in un’unica fattura, si dovrà specificare, nel campo note, “spedizione parziale” seguito dal riferimento alla fattura di esportazione (numero e data).
Qualora, infine, dovessero essere spediti pezzi di ricambio essenziali, destinati alla manutenzione e alla sostituzione di pezzi della stessa specie della merce già spedita danneggiati, l’impresa richiedente dovrà provvedere a presentare all’ufficio una dichiarazione a parte, comprensiva dei dati relativi al Certificato di Origine del prodotto precedentemente esportato (autorità che lo ha rilasciato, numero e data dello stesso).
Inoltre, nella casella 6 del formulario, dovrà essere indicato che si tratta di pezzi di ricambio essenziali, fornendo l’indicazione della merce già esportata.
Le richieste riguardanti l’emissione di un Certificato di Origine presso la CCIAA di Verona prevedono, in via esclusiva, la modalità di rilascio “Stampa in azienda”. D’ora in poi, le richieste pervenute, infatti, senza selezionare questa opzione saranno respinte.
L’unica eccezione in cui è consentito il rilascio tramite “Ritiro presso la CCIAA” riguarda le pratiche telematiche di richiesta di un Certificato di Origine che prevedono anche la richiesta di visto su altri documenti (fatture, packing list, contratti, ecc).
In tal caso, dal mattino del giorno lavorativo successivo rispetto a quello in cui è avvenuta la comunicazione di chiusura della pratica (in genere, entro 5 giorni lavorativi dall’invio della pratica), si potrà procedere al ritiro del Certificato presso la portineria della CCIAA (consulta indirizzo al paragrafo 9) senza necessità di fissare un appuntamento.
L’ufficio di portineria è aperto nei seguenti orari: dal lunedì al giovedì dalle 9:00 e fino alle 17:00 e il venerdì fino alle 16:30.
Per il rilascio è, inoltre, indispensabile esibire la stampa della distinta pratica (scaricabile sempre in Cert’O, dal campo “Dettaglio pratica”), mentre non è più consentito procedere con il ritiro dei documenti con la presentazione della email di “Chiusura pratica” inviata dal sistema.
Può provvedere al ritiro anche un delegato, purché munito di quanto detto; non è, invece, più consentita la consegna per posta o corriere.
RICORDA!
Alcuni Paesi esteri potrebbero richiedere obbligatoriamente una trascrizione del Certificato di Origine nella loro lingua.
Quindi, per evitare di trovarti la merce rifiutata o bloccata dalle Autorità doganali, puoi richiederci una traduzione giurata, legalizzata o certificata.
Per l’attivazione del servizio “Stampa in azienda” dei Certificati d’Origine presso la CCIAA di Verona, occorre compilare e firmare digitalmente il modulo di adesione, con il quale l’impresa si impegna al rispetto delle disposizioni normative e regolamentari, e inviarlo via PEC all’indirizzo cciaa.verona@vr.legalmail.camcom.it con oggetto “Nome azienda – adesione nuova proceduta Stampa in azienda”.
Esaminata la documentazione e fatte le opportune verifiche, la Camera di Commercio comunicherà all’azienda richiedente le modalità operative e la data dalla quale sarà possibile iniziare ad utilizzare la nuova procedura di “Stampa in azienda del certificato di origine”, sia con l’opzione “Stampa su formulario ufficiale“, sia con l’opzione “Stampa su foglio bianco“.
NOTA BENE!
Qualora vi siano difficoltà nel far valere nel Paese estero il documento emesso con “Stampa in azienda”, vi è la possibilità di richiedere l’emissione del Certificato di Origine su supporto cartaceo stampato dagli uffici camerali e firmato in maniera autografa, a penna, dal funzionario camerale, pur avendo aderito al servizio di “Stampa in azienda”.
In questo caso, l’impresa dovrà allegare alla pratica anche una propria dichiarazione (sempre in PDF e firmata digitalmente dal legale rappresentante) contenente le ragioni della richiesta che saranno opportunamente vagliate dall’ufficio competente.
Qualora l’impresa avesse necessità di procedere a delle modifiche del Certificato di Origine già rilasciato, ci sarà bisogno di far approvare e convalidare dalla Camera di Commercio tali correzioni mediante l’apposizione del visto gratuito “approvazione e convalida“.
Tale procedura, che dovrà riguardare tutte le copie del certificato a suo tempo emesse, può essere effettuata solo recandosi di persona, previo appuntamento, presso l’ufficio competente.
Quando, invece, al posto della semplice correzione, occorre provvedere alla sostituzione del certificato stesso, l’interessato dovrà procedere alla restituzione del documento originale e delle copie e al successivo annullamento, ai fini della emissione di un nuovo certificato.
Nella nuova richiesta, sarà obbligatorio inserire nelle note:
RICORDA!
Nel caso di smarrimento del Certificato di Origine, è consentito richiedere un duplicato utilizzando un nuovo formulario e presentando, all’interno del modulo di domanda, una copia della denuncia di smarrimento presentata alle autorità competenti.
È, invece, sempre possibile ottenere ulteriori copie di un Certificato di Origine già rilasciato, richiedendo semplicemente una copia conforme di quello emesso in precedenza.
In questo caso, non bisogna presentare alcun documento probatorio, in quanto la documentazione è già agli atti dell’ufficio.
L’emissione del Certificato di Origine presso la CCIAA di Verona prevede un costo di € 5,00 euro per diritti di segreteria per ogni copia rilasciata.
Nel caso di richiesta di un visto su fatture, dichiarazioni o altri documenti accompagnatori delle merci in esportazione è previsto un costo ulteriore di € 3,00 per ogni visto.
Qualora, infine, su questi documenti fosse necessario apporre un secondo visto di legalizzazione della firma del funzionario camerale che lo ha convalidato (consulta il paragrafo successivo per maggiori dettagli), occorre aggiungere un costo ulteriore di € 3,00 euro.
Il pagamento dei diritti di segreteria va effettuato esclusivamente attraverso il proprio portafoglio prepagato su Telemaco, mentre per le sole richieste allo sportello si potrà procedere con bancomat, carta di credito o PagoPa.
Quando richiesto dall’Autorità doganale del Paese in cui il documento deve essere presentato, potrebbe essere necessario procedere con la “legalizzazione”, chiamata anche “autentica” (ex Visto UPICA).
Tale procedura, nel caso di documenti rilasciati dalle Camere di Commercio come il Certificato di Origine, è di competenza della stessa CCIAA e consiste, di fatto, nell’apposizione, sullo stesso documento, di una seconda firma da parte di un funzionario camerale diverso rispetto a quello che lo ha rilasciato.
Maggiori informazioni su come richiedere l’autentica su fatture, Certificati di Origine, Attestati di libera vendita e così via presso la CCIAA di Vicenza sono disponibili nella nostra guida Visti e legalizzazioni alla CCIAA di Verona.
In alcuni casi, però, la legalizzazione camerale potrebbe non essere sufficiente. Quando, ad esempio, il documento è indirizzato ad uno degli Stati che aderiscono alla Convenzione dell’Aja, la legalizzazione non può essere fatta in Camera di Commercio, ma occorre rivolgersi alla Prefettura (nel nostro caso, la Prefettura di Verona) per l’apposizione dell’apostille.
Anche per quanto riguarda alcuni Paesi che non hanno ancora aderito alla Convenzione dell’Aja, la legalizzazione in CCIAA potrebbe non bastare. Alcuni Paesi richiedono, ad esempio, ulteriori controlli da parte di organismi intermedi; altri, come gli Emirati Arabi, richiedono sempre la legalizzazione in Prefettura.
– Indirizzo: Corso Porta Nuova, 96
– Apertura al pubblico su appuntamento: dal lunedì al venerdì 8:45 – 12:15 – lunedì e giovedì 15:00 – 16:30, salvo nei giorni di festività nazionali e locali come il Santo Patrono (21 maggio)
– E-mail: commercioestero@vr.camcom.it
– PEC: cciaa.verona@vr.legalmail.camcom.it
– Competenza territoriale: Comuni della Provincia di Verona
NOTA BENE!
Qualora avessi bisogno di presentare la richiesta allo sportello, opzione prevista – lo ricordiamo – solo in via eccezionale, dovrai fissare un appuntamento ricorrendo al software di prenotazione apposito.
In questa guida alla richiesta del Certificato di Origine alla Camera di Commercio di Verona ti abbiamo fornito una panoramica chiara e completa su come fare a ottenere questo documento presso la CCIAA di questa città veneta.
Qualora, però, avessi ancora dubbi, non esitare a contattare i nostri esperti tramite una consulenza telefonica gratuita di 15 minuti.
Sul nostro sito web troverai, inoltre, guide dettagliate e approfondite relative ad altri documenti camerali, quali visti e legalizzazioni, certificati camerali e attestati di libera vendita, non solo per la provincia di Verona, ma anche per altre realtà territoriali limitrofe, come la Camera di Commercio di Treviso Belluno.
Ti ricordiamo, infine, che presso la CCIAA di Verona sono rilasciati anche i seguenti documenti:
Per richieste specifiche o informazioni aggiuntive, ti invitiamo a scrivere a info@multilex.it.
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