Se sei arrivato qui perché cercavi informazioni su come fare la legalizzazione e apostille per la Mongolia, allora ti diamo subito una bella notizia: questa è una guida apposita in cui puoi trovare informazioni aggiornate e verificate su come adempiere a questa procedura burocratica in modo corretto.
Qualora, invece, dovessi solo rivolgerci qualche domanda, puoi usufruire della nostra consulenza telefonica gratuita di 15 minuti.
NOTA BENE!
MultiLex è una società che si occupa di traduzioni, legalizzazioni e disbrigo pratiche. Possiamo, pertanto, occuparci noi anche della richiesta di apostille per questo Paese asiatico e tu non dovrai fare assolutamente nulla: contattaci!
La prima cosa da sapere è che la Mongolia, come l’Italia e la maggior parte degli Stati del mondo, ha aderito alla “Convenzione dell’Aja” del 1961, accordo internazionale con cui è stato eliminato l’obbligo di legalizzazione di atti pubblici da presentare tra Paesi aderenti. Al suo posto è ora possibile ricorrere alla legalizzazione semplificata con apostille.
RICORDA!
Pertanto, per legalizzare un atto rilasciato in Italia da destinare a questo Stato dell’Asia Orientale (o viceversa), è consentito procedere con la semplice apposizione, da parte di un pubblico ufficiale, di un timbro, detto appunto “apostille” o “postilla”, sull’atto da legalizzare.
La funzione dell’apostille è quella di autenticare la firma e la qualità del firmatario del documento stesso, non la veridicità e correttezza del suo contenuto, rendendolo così valido anche per il Paese estero destinatario (in questo caso, la Mongolia).
In Italia, l’apostille su atti destinati alla Mongolia è rilasciata da pubblici ufficiali presso la Procura o Prefettura competente in base alla località in cui il documento è stato redatto.
NOTA BENE!
Fanno eccezione soltanto gli atti redatti da pubblici ufficiali di autorità centrali (come il Ministero della Salute e l’AIFA), i quali possono essere apostillati presso qualsiasi Prefettura d’Italia.
La scelta se rivolgersi a un funzionario della Procura o della Prefettura dipende dal tipo di atto da apostillare. La Procura della Repubblica è, infatti, competente al rilascio di apostille per:
La Prefettura è, invece, competente per:
Ecco un esempio che può aiutarti a comprendere meglio: un Certificato dei Carichi Pendenti rilasciato dal Tribunale di Bari dovrà essere apostillato presso la Procura di Bari; un Certificato di Stato Libero rilasciato dal Comune di Bari dovrà, invece, essere legalizzato presso la Prefettura di Bari.
RICORDA!
Non sai come fare la legalizzazione con apostille di un atto o documento presso la Procura/Prefettura della tua città (o presso la Procura/Prefettura competente rispetto a dove l’atto stesso è stato redatto)? Sul nostro sito trovi guide apposite dedicate alle procedure di legalizzazione e apostille per moltissime Procure e Prefetture d’Italia: utilizza il nostro motore di ricerca interno oppure inviaci una e-mail con la richiesta a info@multilex.it per trovare quella che desideri!
Ecco un’altra informazione molto importante: non tutti i tipi di documenti possono ricevere l’apostille, ma solamente gli atti pubblici non scaduti e che risultino firmati da un pubblico ufficiale la cui firma sia stata preventivamente depositata presso la Procura o Prefettura di appartenenza.
Ci sono, pertanto, alcune tipologie di documenti, fra cui gli atti privati e i certificati anagrafici e di Stato Civile rilasciati da più di 6 mesi e gli altri documenti scaduti, che non possono ricevere l’apostille. Lo stesso dicasi per i documenti pubblici firmati da pubblici ufficiali che non abbiano depositato la loro firma in Procura/Prefettura.
Come bisogna procedere, pertanto, qualora ci venisse richiesto di legalizzare per la Mongolia un documento non apostillabile? A meno che non si tratti di un certificato scaduto, che non è più valido quindi non può neppure essere legalizzato, è possibile legalizzare un documento non apostillabile facendo prima emettere una copia conforme o “copia autentica” dell’atto in questione e, successivamente, facendo apostillare la copia stessa in Procura, se la copia è stata autenticata da un Notaio, oppure in Prefettura, se la copia è stata autenticata in Comune.
NOTA BENE!
Questo “trucchetto”, sebbene sia del tutto legale, non è sempre approvato da tutti. Pertanto, ti consigliamo di verificare presso l’ente mongolo destinatario prima di procedere!
Fra gli atti che potrebbero risultare non più apostillabili ci sono anche gli atti notarili firmati da notai deceduti o in pensione. Anche qui c’è una soluzione: puoi, infatti, estrarre l’atto dall’Archivio Notarile, facendolo al contempo firmare da un funzionario dell’Archivio stesso che abbia depositato la propria firma presso la Procura di competenza.
RICORDA!
Qualora la firma presente sull’atto presentasse delle difformità rispetto a quella registrata, il pubblico ufficiale incaricato di mettere la postilla potrebbe sospendere la procedura per fare delle verifiche. Per evitare inutili perdite di tempo e di denaro, controlla preventivamente la congruenza della firma rivolgendoti al firmatario o inviando una e-mail presso la Procura/Prefettura presso cui la firma è stata depositata.
Non si possono legalizzare/apostillare fuori dal Paese d’origine (in questo caso la Mongolia) atti e documenti rilasciati da enti mongoli e lo stesso vale anche nel caso di atti rilasciati da enti italiani e destinati alla Mongolia.
Se in Italia per l’apostille bisogna rivolgersi alla Procura o alla Prefettura, nel caso della Mongolia l’organo designato al rilascio di apostille è il Ministero degli Affari Esteri. Puoi trovare maggiori informazioni in questa pagina del sito ufficiale della Convenzione dell’Aja redatta in lingua inglese, di cui, se preferisci, c’è anche una versione in lingua francese.
NOTA BENE!
Fanno eccezione solamente gli atti rilasciati da agenti diplomatici e consolari mongoli in Italia, i quali possono essere legalizzati nel nostro Paese ricorrendo, però, non all’apostille, ma alla “legalizzazione prefettizia”. Si raccomanda, però, che tali atti siano emessi in italiano o su modello bilingue italiano-mongolo.
Austria, Belgio, Finlandia, Germania e Grecia si sono opposti all’adesione della Mongolia alla Convenzione dell’Aja. Pertanto, qualora dovessi legalizzare un atto rilasciato da un ente mongolo per uno di questi Paesi, non potrai ricorrere all’apostille, ma dovrai passare per il Consolato del relativo Paese, su suolo mongolo. Lo stesso vale qualora dovessi legalizzare un atto rilasciato da uno di questi Stati per la Mongolia.
– Consolato onorario di Milano
– Consolato onorario di Napoli
(Fonte: lista delle Rappresentanze Diplomatiche straniere in Italia pubblicata e costantemente aggiornata sul sito della Farnesina).
RICORDA!
L’11 luglio in Mongolia è festa nazionale. Pertanto, in questa data, alcuni servizi presso Ambasciate e Consolati mongoli in Italia potrebbero risultare sospesi.
Alcuni atti pubblici, come ad esempio le sentenze o altri documenti rilasciati dall’autorità giudiziaria, dopo aver ricevuto l’apostille, potrebbero aver bisogno di essere tradotti nella lingua ufficiale dell’ente destinatario (in questo caso, il mongolo).
Dato che le traduzioni richieste potrebbero essere la traduzione certificata oppure la traduzione giurata o asseverata, interfacciati con l’ente mongolo destinatario per sapere quella quale occorra realizzare oppure traduci il documento direttamente sul posto.
NOTA BENE!
Qualora volessi ricevere supporto per la traduzione di atti apostillati per la Mongolia, rivolgiti ai nostri traduttori esperti!
Siamo arrivati alla fine di questa guida su come procedere con la legalizzazione e apostille di atti e documenti rilasciati in Italia per la Mongolia o viceversa.
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