La tua azienda è iscritta al Registro delle Imprese della CCIAA di Romagna e hai bisogno di richiedere dei visti e/o una legalizzazione alla Camera di Commercio di Forlì Cesena e Rimini? Allora questa è la guida giusta per te: al suo interno trovi, infatti, tutte le informazioni che servono per fare la procedura in modo corretto.
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Le Camere di Commercio sono abilitate al rilascio di specifici documenti, timbri e attestazioni necessari alle imprese per il concreto esercizio dell’attività di commercio estero tra cui:
Tali adempimenti devono essere richiesti alla Camera di Commercio territorialmente competente per il luogo in cui l’impresa ha la sede legale o l’unità locale.
La CCIAA di Romagna è, quindi, competente al rilascio di visti e attestati alle aziende esportatrici con sede legale o unità locale nelle Province di Forlì Cesena e Rimini iscritte al Registro delle Imprese della stessa CCIAA e in regola coi pagamenti camerali.
Vediamo, di seguito, quali sono i visti e le attestazioni principali che vengono rilasciate presso questa Camera.
La Camera di Commercio di Romagna appone un visto di deposito su documenti rilasciati da soggetti diversi dall’impresa quali, ad esempio, Organismi o Enti ufficiali (ASL, Istituti Nazionali di Certificazione, ONU, ecc.).
Il visto, in questo caso, non rappresenta un’assunzione di responsabilità nei confronti dei contenuti, certificando solo la presentazione dell’atto negli archivi camerali. Copia del documento sarà, quindi, conservata agli atti della CCIAA in cui è stato depositato.
Il “visto poteri di firma” viene apposto, invece, su dichiarazioni rese dall’impresa stessa che riguardano stati o caratteristiche del prodotto esportato o dei soggetti coinvolti nell’operazione di esportazione (ad es. fatture, packing list, dichiarazioni riportanti la composizione di alcuni prodotti, traduzioni, dichiarazioni e atti propedeutici all’avvio di rapporti commerciali con l’estero, forme contrattuali con partner esteri per accordi di commercializzazione dei prodotti, impianto di unità all’estero, dichiarazioni e attestazioni per la partecipazione a bandi e gare internazionali, ecc). Tale visto ha la funzione di esercitare un controllo di legittimità della firma del soggetto firmatario quale legale rappresentante, titolare dell’impresa o suo procuratore.
Le dichiarazioni, per poter ottenere il visto, devono essere firmate digitalmente e riportare nome, cognome e qualifica del legale rappresentante, nonché la dicitura “Firma digitale ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale” e s.m.i.” del dichiarante, in base alle informazioni contenute e verificabili dal Registro delle imprese o da atti notarili presentati agli uffici camerali.
NOTA BENE!
Le dichiarazioni per le quali è richiesto il visto, se redatte in lingua diversa dall’italiano o dall’inglese, dovranno essere accompagnate da una traduzione giurata.
Si tratta di una procedura aggiuntiva, necessaria per alcuni Paesi, di cui è sempre competente la Camera di Commercio, che riguarda documenti rilasciati dalla stessa CCIAA già vistati, prima che questi siano presentati in Consolato del Paese di destinazione per l’approvazione.
Dal punto di vista pratico, consiste, molto semplicemente, di un secondo visto o timbro, corredato della firma del sottoscrittore, che viene apposto sulla firma del funzionario primo firmatario del documento, allo scopo di convalidarne l’autenticità e consentirne, dunque, l’utilizzo nel Paese estero destinatario.
Tale procedura non riguarda, però, gli Stati firmatari della Convenzione dell’Aja del 1961, per i quali, al posto della legalizzazione camerale, è ammessa la procedura semplificata dell’“apostille”. Quest’ultima, nel caso di documenti rilasciati dalla CCIAA, si richiede sempre presso la Prefettura territorialmente competente (in questo caso, la Prefettura di Cesena e Forlì e la Prefettura di Rimini).
Occorre, in tal caso, fare molta attenzione. Infatti, l’apostille, come regola generale, può essere apposta dalla Prefettura solo nel caso in cui la firma del funzionario camerale che ha convalidato l’atto sia stata preventivamente depositata presso la Prefettura di competenza (nel nostro caso, quella di Cesena – Forlì o Rimini).
Suggeriamo, dunque, di indicare sempre, al momento della richiesta in CCIAA, che avviene sempre per via telematica, che il documento necessita di legalizzazione/apostille: in questo modo, saranno gli stessi addetti allo sportello a preoccuparsi di far firmare il documento da un funzionario con firma registrata.
RICORDA!
In alcuni casi, anche per gli Stati non aderenti alla Convenzione Aja, la legalizzazione camerale potrebbe non essere sufficiente per l’approvazione in Consolato.
In alcuni Paesi, ad esempio, è richiesto che il documento vistato e legalizzato sia ulteriormente vistato da organismi intermedi (ad esempio, Joint Italian Arab Chamber). In altri, come ad esempio gli Emirati Arabi, potrebbe comunque essere necessaria la legalizzazione prefettizia (non l’apostille, trattandosi di una Paese che non ha sottoscritto la Convenzione dell’Aja).
Suggeriamo, quindi, di informarsi preventivamente presso l’Autorità estera destinataria quale sia la procedura di legalizzazione richiesta, al fine di evitare di evitare inutili perdite di tempo e di denaro.
L’Attestato di libera vendita viene rilasciato al fine di dimostrare, ad una Autorità straniera richiedente, che la merce esportata dall’impresa italiana è liberamente commercializzata in Italia o in altri Paesi dell’Unione Europea.
L’attestazione camerale non rappresenta un’autorizzazione alla commercializzazione, ma una presa d’atto che il prodotto è già commercializzato nel territorio dell’UE. Non si tratta, quindi, di un atto sostitutivo delle certificazioni rilasciate dal Ministero della Salute per alcune specifiche categorie merceologiche. In questi casi, al posto dell’Attestazione di libera vendita, la Camera di Commercio può, invece, apporre un visto poteri di firma su una dichiarazione di libera vendita, resa dall’impresa interessata su propria carta intestata ed eventualmente prevedere, anche solo attraverso un controllo a campione, la presentazione di copia delle necessarie autorizzazioni/certificazioni emesse dall’Autorità competente.
Per quanto riguarda la modalità di richiesta presso la CCIAA di Romagna, gli utenti possono inviare le domande direttamente tramite l’applicativo Cert’O, lo stesso utilizzato per le richieste di visti e legalizzazioni, entrando nella sezione “Attestazioni diverse” nella parte dedicata alle Attestazioni di libera vendita e allegando:
Non è, comunque, possibile richiedere di un Attestato di libera vendita per i prodotti per i quali non sia ancora stata emessa fattura o che non rientrino nell’attività commerciale dell’impresa. Inoltre, i prodotti oggetto di domanda possono essere riportati anche in lingua inglese, fermo restando che per l’Autorità emittente ha sempre validità l’attestato in lingua italiana.
NOTA BENE!
La richiesta di Attestati di libera commercializzazione verso l’Algeria presenta iter e modalità diverse: per maggiori informazioni consulta l’Ufficio Commercio Estero della CCIAA di Forlì, Cesena e Rimini utilizzando i contatti indicati al paragrafo 7.
Il visto non viene apposto dalla Camera di Commercio:
RICORDA!
In caso, ad esempio, di richiesta di visto su un documento destinato a territori coinvolti nel conflitto russo-ucraino, sarà necessario allegare alla domanda una dichiarazione sostitutiva di atto notorio sul modello qui allegato in cui l’azienda dichiari:
Le richieste per l’ottenimento di attestazioni e visti a valere all’estero possono essere avanzate unicamente online attraverso la piattaforma Cert’O o, in alternativa, introdotta solo recentemente e non ancora pienamente a regime, utilizzando il nuovo applicativo di InfoCamere per il commercio estero.
Per l’accesso a Cert’O, è necessario:
NOTA BENE!
Per il rilascio della firma digitale presso la CCIAA di Romagna occorre recarsi, previo appuntamento, all’Ufficio Digitalizzazione di Impresa presso la tua sede di riferimento (Forlì, Rimini o Cesena). L’orario di apertura è dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 10:30. L’appuntamento deve essere prenotato tramite l’apposito Portale per le prenotazioni.
Per il rilascio della firma digitale e il conseguimento delle richieste di visto e legalizzazione, occorre, inoltre, essere in regola col pagamento del diritto annuale alla Camera di Commercio: per sapere se sei in regola, calcolare eventuali morosità e provvedere al saldo, puoi utilizzare gli strumenti digitali messi a disposizione da UnionCamere su questo sito. Qualora non sapessi come fare, possiamo fornirti l’assistenza necessaria.
Una volta ottenute le chiavi di accesso al portale, l’utente può iniziare ad inviare telematicamente le richieste di visti, legalizzazioni, Attestati di libera vendita e Certificati di Origine alla Camera di Commercio, seguendo questi passaggi:
Sarà, inoltre, necessario allegare una copia del documento o fattura per cui viene richiesto il visto, firmato digitalmente dal legale rappresentante/titolare dell’impresa.
Il rilascio di visti e attestati richiesti per via telematica viene garantito entro il secondo giorno lavorativo successivo alla ricezione dell’istanza completa.
Prima di procedere al ritiro della pratica, l’impresa può comunque verificare lo stato di avanzamento dell’istruttoria della singola pratica attraverso la messaggistica generata dal sistema verso l’utente. Il ritiro potrà, infatti, essere effettuato, solo dopo aver ricevuto il messaggio di “pratica chiusa con esito positivo“.
Le modalità di rilascio previste da questa Camera sono tre:
RICORDA!
Il ritiro allo sportello o con corriere è, comunque, previsto solo in casi eccezionali, ad esempio quando, al fine di richiedere la legalizzazione o l’apostille (vedi paragrafo 1.3), è necessaria la firma autografa del dipendente camerale.
Il costo di visti, Attestato di libera vendita e legalizzazioni è di € 3,00 per ciascuna pratica. Il pagamento avviene in modalità elettronica tramite la propria Area Utente Telemaco: il sistema calcola automaticamente l’importo dei diritti di segreteria per i documenti e visti richiesti e lo scala dal credito prepagato.
Con questo strumento, l’impresa può stampare i visti su documenti per l’estero comodamente in azienda, dopo aver inviato la richiesta online tramite l’applicazione Cert’O.
Per aderire al servizio presso la CCIAA di Romagna, l’impresa richiedente deve compilare il modulo di richiesta di adesione al servizio, stamparlo su carta standard, farlo firmare digitalmente dal legale rappresentante e inviarlo all’indirizzo PEC: cameradellaromagna@pec.romagna.camcom.it.
Affinché la richiesta sia accolta, è necessario che l’azienda non sia incorsa in:
NOTA BENE!
L’utilizzo del servizio “stampa in azienda” potrebbe comunque essere limitato o revocato anche in seguito qualora l’azienda si trovasse in una delle condizioni sopra descritte.
L’ufficio abilitato al rilascio di visti, legalizzazioni, Certificati d’Origine e altre attestazioni per l’estero presso la CCIAA di Romagna si chiama “Commercio Estero” e dispone di tre sedi: Forlì, Cesena e Rimini. Vediamo, di seguito, indirizzi e contatti.
Sede di Forlì
– Indirizzo: Corso della Repubblica, 5
– Telefono: +39 0543 713408 / 713423
– E-mail: export@romagna.camcom.it
– Orario di sportello: dal lunedì al giovedì dalle 09:00 alle 12:30 (chiuso il venerdì). L’ufficio resta chiuso nelle giornate di festività nazionale e locale, come ad esempio nel giorno del Santo Patrono, il 4 febbraio
– Competenza territoriale: tutti i Comuni della Provincia di Forlì – Cesena
Sede di Cesena
– Indirizzo: Via Gaspare Finali, 32
– Telefono: +39 0543 713290 (chiamare nei giorni di apertura dalle ore 9 alle ore 10.30)
– E-mail: export@romagna.camcom.it
– Orario di sportello: dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 12:30 (chiuso il mercoledì). L’ufficio resta chiuso nelle giornate di festività nazionale e locale, come ad esempio nel giorno del Santo Patrono, il 24 giugno
– Competenza territoriale: tutti i Comuni della Provincia di Forlì – Cesena
Sede di Rimini
– Indirizzo: Via Sigismondo Pandolfo Malatesta, 28
– Telefono: +39 0541 363735 / 363752 / 363728
– E-mail: export@romagna.camcom.it
– Orario di sportello: dal martedì al venerdì dalle 09:00 alle 12:30 (chiuso il lunedì). L’ufficio resta chiuso nelle giornate di festività nazionale e locale, come ad esempio nel giorno del Santo Patrono, il 14 ottobre
RICORDA!
Per le visite allo sportello è sempre preferibile concordare un appuntamento telefonico prima di andare.
Siamo arrivati alla fine della nostra guida passo dopo passo dedicata a come richiedere e ottenere un visto e/o una legalizzazione alla Camera di Commercio di Forlì, Cesena e Rimini. Hai trovato le informazioni che cercavi? Siamo sicuri di sì!
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Inoltre, qualora avessi bisogno di richiedere altri documenti presso la Camera di Commercio, sul nostro sito, che è in continuo aggiornamento, oltre a tantissime altre guide relative al rilascio di visti e legalizzazioni presso altre Camere di Commercio d’Italia, ad esempio la Camera di Commercio di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, trovi anche articoli dedicati alla richiesta, presso la CCIAA di Romagna dei seguenti documenti:
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