Legalizzazione e apostille per la Bulgaria

La Bulgaria rientra tra i tanti Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961.

Questa Convenzione prevede la sostituzione della legalizzazione con l’apostille per lo scambio dei documenti pubblici tra i Paesi aderenti alla stessa, andando a facilitare il procedimento e riducendo i tempi. 

Abbiamo scritto questa guida con il solo intento di aiutarti e di renderti chiari tutti i passaggi per questo tipo di richiesta. Se dovessi avere bisogno di ulteriori chiarimenti, ci trovi qui.

1) Convenzione dell’Aja

La Convenzione dell’Aja, dal 2001, è in vigore per la Bulgaria e come avrai già letto nell’introduzione, questa Convenzione prevede l’apposizione dell’apostille sugli atti e documenti pubblici italiani da far valere in Bulgaria e sugli atti e documenti pubblici bulgari da far valere in Italia.

L’apostille può essere apposta solo su atti e documenti pubblici e firmati in originale.

Qualora venga fatta una copia conforme dei suddetti, quest’ultima deve comprendere anche l’apostille apposta sull’atto o documento originale (anche la firma di chi autentica la copia conforme deve essere apostillata).

2) A chi richiedere l’apostille

Altro grattacapo è sicuramente quello riguardante l’autorità competente per l’apposizione dell’apostille che cambia in base al tipo di atto o documento pubblico.

Non temere, di seguito suddividiamo le diverse competenze.

Dovrai recarti:

 – presso la Procura della Repubblica competente per richiedere l’apposizione dell’apostille sugli atti giudiziali e cioè tutti quelli che vengono emanati dal Ministero della Giustizia, emessi nel territorio di competenza di un Tribunale e per gli atti notarili di quella circoscrizione.

– presso la  Prefettura, territorialmente interessata, per richiedere l’apostille su tutti gli altri atti e documenti pubblici (es.: certificati anagrafici, accademici e scolastici) e i documenti emessi dalla Camera di Commercio.

Unica particolarità riguarda il Trentino-Alto Adige/Südtirol per cui la competenza prefettizia è del Commissariato di Governo per le Province di Trento e di Bolzano, mentre per la Regione autonoma Valle d’Aosta è della Presidenza della Regione.

3) Esenzioni

Sono previste delle esenzioni sia per l’apposizione dell’apostille che della legalizzazione.

Vediamole insieme:

– se per gli estratti di atti di stato civile viene utilizzato il modello plurilingue previsto dalla Convenzione di Vienna del 1976, non serve né l’apposizione dell’apostille né la traduzione;

– in base al Regolamento UE 2016/1191 sono esenti dalla legalizzazione e dall’apostille gli atti e documenti pubblici riguardanti i seguenti fatti: a) nascita; b) esistenza in vita; c) decesso; d) nome; e) matrimonio, compresi la capacità di contrarre matrimonio e lo stato civile; f) divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio; g) unione registrata, compresa la capacità di sottoscrivere un’unione registrata e lo stato di unione registrata; h) scioglimento di un’unione registrata, separazione personale o annullamento di un’unione registrata; i) filiazione; j) adozione; k) domicilio e/o residenza; l) cittadinanza; m) assenza di precedenti penali, a patto che i documenti pubblici riguardanti tale fatto siano rilasciati a un cittadino dell’Unione dalle autorità del suo Stato membro di cittadinanza; n) i documenti pubblici per esercitare il diritto di votare e di candidarsi alle elezioni comunali e alle elezioni del Parlamento europeo nello Stato di residenza diverso da quello di cittadinanza.

L’apostille non si applica mai agli atti e documenti consolari.

4) La traduzione

Di regola i documenti, dopo essere stati apostillati, vanno tradotti in una delle lingue ufficiali del Paese destinatario che, secondo quanto comunicato dalla Bulgaria stessa, è il bulgaro.

In Italia, viene usata come traduzione ufficiale quella giurata (anche detta asseverata) ma la traduzione accettata dall’ente bulgaro potrebbe anche essere certificata o legalizzata.

Il nostro consiglio è sicuramente quello di informarsi presso l’Ente che deve ricevere il documento tradotto sul tipo di traduzione da adottare in base alla pratica, prima di effettuare la traduzione.

Inoltre, sempre secondo il Regolamento UE 2016/1191 sono esenti dalla traduzione:

– i documenti pubblici (relativi alla nascita, all’esistenza in vita, al decesso, al matrimonio, compresi la capacità di contrarre matrimonio e lo stato civile, all’unione registrata, compresi la capacità di sottoscrivere un’unione registrata e lo stato di unione registrata, al domicilio e/o alla residenza e all’assenza di precedenti penali) se accompagnati da un modulo standard multilingue (a condizione che l’autorità alla quale viene presentato il documento pubblico ritenga che le informazioni contenute nel modulo siano sufficienti per il trattamento del documento) o se redatti in lingua bulgara.

In base all’art. 24, paragrafo 1, lettera b del predetto Regolamento, quello fornito è un elenco indicativo dei documenti pubblici cui applicare le norme previste dal medesimo.

Prima di salutarti, abbiamo pensato di riassumerti le informazioni sulla traduzione degli atti e documenti rientranti nell’ambito di applicazione del Regolamento UE 2016/1191, che la Bulgaria ha comunicato agli Stati membri dell’Unione Europea (qui trovi la pagina di riferimento):

– la firma del traduttore sulla traduzione da una lingua straniera al bulgaro, deve essere certificata dalla rappresentanza diplomatica e consolare bulgara situata nel Paese in cui viene eseguita la traduzione.

– la traduzione deve essere allegata al documento in originale e deve avere il timbro della rappresentanza diplomatica e consolare in tre punti al centro della parte allegata o nell’angolo superiore del documento, il quale deve essere timbrato e piegato in modo da contenere tutte le sue pagine.

– la certificazione della traduzione si effettua mediante autentica di firma del traduttore apponendo sul documento un timbro rettangolare che deve contenere il nome e la qualifica della persona autorizzata che ha rilasciato la certificazione, luogo e data della certificazione, tassa pagata, numero di riferimento della certificazione consolare, una firma e un timbro.

Infine, sempre facendo riferimento agli atti previsti dal Regolamento UE 2016/1191 (ma anche documenti pubblici e privati), i notai della Repubblica di Bulgaria hanno il diritto di certificare la firma del traduttore sulla traduzione di documenti stranieri tradotti in bulgaro e destinati ad essere presentati in Bulgaria.

La traduzione deve essere certificata mediante l’apposizione di un timbro rettangolare che deve contenere il nome del traduttore, il luogo e la data della certificazione, l’ importo della tassa pagata, il numero di registrazione unico, la firma, il timbro e, eventualmente, le altre informazioni inerenti alla certificazione della traduzione.

Tutto più chiaro? Speriamo di si. Se hai dubbi o domande, contattaci!

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