Visti e legalizzazione alla Camera di Commercio di Messina

La Camera di Commercio di Messina, territorialmente competente per le imprese con sede legale o almeno un’unità locale in uno dei Comuni delle Provincia di Messina, rilascia visti e legalizzazioni per l’estero. Se anche tu avessi bisogno di richiederli, in questa guida trovi tutto quelle che serve per conseguire visti e legalizzazioni alla Camera di Commercio della città dello Stretto senza problemi. 

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1. Quante e quali tipologie di visti e attestati camerali ci sono

La Camera di Commercio di Messina, come anticipato nell’introduzione, è competente per il rilascio di documentazione e certificazione occorrenti all’esercizio di attività di commercio con l’estero nei confronti di aziende esportatrici con sede legale o unità locale nella Provincia, iscritte al Registro delle Imprese CCIAA di Messina e in regola coi pagamenti camerali.

Vediamo di seguito quali sono i visti e le attestazioni principali che vengono rilasciate.

1.1 Visto poteri di firma e visto su fatture

Il visto poteri di firma viene apposto, dall’Ufficio Commercio Estero della Camera di Commercio di Messina, su dichiarazioni rilasciate su carta intestata dell’azienda che riguardano attività di commercio con l’estero. Esso non si riferisce all’esattezza e/o attendibilità delle indicazioni e dichiarazioni rese da chi sottoscrive i documenti, ma consiste nella mera attestazione che il soggetto firmatario di un determinato documento (titolare/legale rappresentante o procuratore) dispone dei poteri di firma in nome e per conto dell’impresa titolare dell’operazione con l’estero.

Qualora il visto poteri di firma fosse posto su fatture e packing list, si parla di visto su fatture che ha, anch’esso, la funzione di attestare la legittimità della firma del firmatario (titolare/legale rappresentante dell’impresa o suo procuratore).

La Camera potrebbe, però, rifiutarsi di apporre il visto nel caso in cui i documenti per i quali il timbro viene richiesto presentassero, al loro interno: 

  • dichiarazioni discriminatorie, incompatibili con le convenzioni internazionali e con le leggi nazionali, indicanti ad esempio che le merci non contengono prodotti originari di alcuni Paesi sottoposti a discriminazione o che non sono trasportate da navi iscritte nelle black list;
  • lettere di invito in Italia a favore di cittadini di Paesi terzi;
  • dichiarazioni contenenti attestazioni di origine non preferenziale della merce, a meno che contestualmente o preventivamente non sia stato emesso anche il certificato di origine.

Le fatture non possono, invece, essere vistate qualora:

  • riportino l’indicazione dell’origine del prodotto esportato, a meno che per tali fatture non siano già stato emesso il Certificato di Origine e l’origine dichiarata non sia in contrasto con quella dichiarata in quest’ultimo;
  • contengano menzioni discriminatorie verso alcuni Paesi (ad esempio, la dichiarazione anti israeliana).

1.2 Visto di deposito

Nei casi in cui la Camera riceva, da un’azienda esportatrice della Provincia di Messina, una richiesta di visto su un documento di ordine commerciale rilasciato da un Organismo o Ente Ufficiale (Asl, Istituto Nazionale di Certificazione, altri organismi internazionali, eccetera) la cui esattezza e credibilità essa non sia in grado di accertare, quello che può fare è apporre un visto di deposito.

L’attestazione, in questo caso, serve semplicemente a confermare che una copia del documento è stata depositata presso l’ente.

1.3 Legalizzazione o autentica (ex Visto UPICA)

Alcuni Paesi, tra cui soprattutto quelli Arabi, richiedono che i Certificati di Origine o gli altri documenti per l’export già vistati siano anche legalizzati per avere validità all’estero. 

La competenza a legalizzare le firme sugli atti e documenti rilasciati dalla Camera di Commercio e destinati all’estero è attribuita alle stesse CCIAA, ad eccezione, però, degli atti e documenti indirizzati a Paesi firmatari della Convenzione dell’Aja 1961.

Per questi ultimi, infatti, la competenza spetta alle Prefetture (in questo caso, la Prefettura di Messina), dove il funzionario incaricato rilascerà l’“apostille”, autenticando così la firma del funzionario camerale che ha timbrato e firmato l’atto. È necessario, però, che la firma del funzionario camerale che ha convalidato l’atto sia stata preventivamente depositata presso la Prefettura territorialmente competente.

Tornando alla legalizzazione in Camera di Commercio, questa consiste, invece, in un timbro o visto con la controfirma di un funzionario camerale che viene apposto sulla firma apposta dall’addetto camerale primo firmatario. 

RICORDA!

La legalizzazione apposta dalla Camera di Commercio, in alcuni casi, potrebbe non essere sufficiente. Alcuni Paesi Arabi, ad esempio, potrebbero richiedere che il documento vistato e legalizzato sia ulteriormente vistato da organismi intermedi (ad esempio, Joint Italian Arab Chamber) o dal proprio Consolato.

Oppure, come nel caso degli Emirati Arabi Uniti e altri, potrebbe essere ugualmente necessaria la legalizzazione (no l’apostille!) in Prefettura dal momento che i Consolati emiratini in Italia accettano solo documenti firmati da Prefettura e Procura.

1.4 Attestato di libera vendita

Questo documento è richiesto da alcuni Paesi extracomunitari ed attesta che la merce esportata dalla ditta italiana ha libera circolazione sia nei paesi dell’Unione Europea, sia in quelli al di fuori della stessa.

L’Attestato è valido per un singolo Stato; se la richiesta riguarda più Stati, verranno emessi più attestati e non vengono rilasciati attestati per Paesi comunitari. Per i prodotti per i quali sono previste autorizzazioni specifiche, come ad esempio quelle rilasciate dal Ministero della Salute, l’Attestato di libera vendita non può essere richiesto, ma la Camera procederà con l’apposizione di un visto poteri di firma sulla dichiarazione di libera vendita resa su carta intestata dell’impresa.

L’Attestato viene rilasciato dalla Camera di Commercio di Messina a seguito dell’invio di un modulo apposito, firmato dal legale rappresentante della società o dal titolare della ditta individuale e redatto su carta intestata. È, inoltre, necessario allegare alla richiesta la seguente documentazione:

  • elenco dei principali clienti comunitari ed extracomunitari;
  • copia delle fatture di vendita e di esportazione (degli ultimi tre mesi) dei prodotti per i quali si chiede il certificato.

NOTA BENE!

La richiesta di Attestati di libera vendita verso l’Algeria presenta iter e modalità diverse (ad esempio, i documenti redatti su carta intestata aziendale vengono rifiutati dalla Dogana algerina, quindi il certificato deve essere stampato su carta libera). Si consiglia, quindi, di consultare direttamente l’ufficio utilizzando le modalità di contatto indicate al paragrafo 7.

2. Come avanzare la richiesta di un visto o di una legalizzazione alla Camera di Commercio di Messina

La Camera di Commercio di Messina ammette solamente la richiesta di visti e legalizzazioni in modalità telematica tramite piattaforma Cert’O. Quest’ultima è messa a disposizione gratuitamente da Infocamere a tutti i titolari di un account Telemaco sul sito registroimprese.it

Le richieste in modalità cartacea allo sportello sono consentite solo in rari casi, ad esempio qualora l’azienda fosse momentaneamente impossibilitata a utilizzare gli strumenti informatici.

Per perfezionare la richiesta avanzata online andranno allegati anche una copia del documento, timbrato e firmato dal legale rappresentante o procuratore dell’azienda con poteri di firma, che sarà conservata agli atti dell’ufficio (per visto poteri di firma) oppure due copie dell’atto nel caso di visto per deposito. 

3. Come attivare la piattaforma Cert’O per l’invio di richieste di visti e legalizzazioni

Per accedere alla piattaforma informatica Cert’O occorre che l’azienda: 

  • abbia effettuato l’iscrizione a Telemaco sul sito registroimprese.it;
  • abbia provveduto all’attivazione del profilo selezionando l’opzione “Telemaco-Consultazione+Invio Pratiche+Richiesta Certificati”.

Una volta ottenute user-id e password, l’impresa richiedente potrà registrarsi autonomamente ai servizi per l’estero di webtelemaco selezionando la voce “Certificazioni per l’estero” in “Servizi e-gov”.

RICORDA!

Per utilizzare Cert’O, è indispensabile essere in possesso di un dispositivo di firma digitale (Smart Card o Token di firma) e relativo software per utilizzare il certificato di firma in esso contenuto, per il rilascio dei quali presso la CCIAA di Messina è necessario che l’impresa sia in regola con il pagamento del tributo camerale annuo. 

Maggiori info circa la procedura di rilascio presso l’apposito sportello camerale della città dello Stretto sono disponibili in questa pagina del sito ufficiale.

4. Rilascio del visto

Dopo l’invio della richiesta di visto o legalizzazione, lo sportello camerale avvierà l’istruttoria. Le domande saranno lavorate in ordine di arrivo, compatibilmente con le tempistiche del sistema telematico e la quantità di domande pervenute.

Al termine dell’istruttoria, l’azienda sarà avvisata via e-mail della chiusura con esito positivo o negativo della pratica; in alcuni casi, la pratica potrebbe risultare “sospesa” poiché in attesa di eventuali integrazioni.

Solo in caso di chiusura con esito positivo, si potrà provvedere al ritiro di quanto richiesto in due modi:

  • direttamente allo sportello, previo appuntamento, da concordare inviando una mail all’indirizzo commercioestero@me.camcom.it;
  • attraverso il servizio gratuito “Stampa in azienda” (vedi paragrafo 6 per l’attivazione). In tal caso, l’utente in fase di richiesta, dovrà selezionare l’opzione “Stampa in azienda”; il visto, una volta pronto, sarà inviato via e-mail o PEC sotto forma di un file in formato PDF, che l’azienda potrà stampare in autonomia sul retro del documento da vistare (o, se la pagina fosse già occupata, su un foglio bianco da pinzare alla fattura o altro documento da vidimare), ricorrendo obbligatoriamente a una stampante a colori.

NOTA BENE!

La “Stampa in Camera di Commercio” con ritiro allo sportello è una scelta obbligata nel caso di documenti che hanno bisogno di essere legalizzati/apostillati in Prefettura (vedi paragrafo 1.3) oppure di altri documenti che, per richiesta dell’Autorità estera, richiedono la firma autografa (a penna).

5. Costi e modalità di pagamento del visto

L’ottenimento di visti, Attestato di libera vendita e legalizzazioni ha un costo di € 3,00 per ciascuna pratica. Il pagamento dei diritti si può effettuare scalando l’importo dal proprio conto prepagato sulla piattaforma Telemaco dopo aver inserito la richiesta in Cert’O.

Nel caso di richieste allo sportello (residuali) il pagamento può avvenire in contanti, con bancomat e carte di credito o con un pagamento spontaneo su piattaforma PagoPA, indicando importo, causale del versamento e i propri dati aziendali.

6. Come aderire al servizio “Stampa in azienda”

Per aderire al servizio “Stampa in azienda” presso la CCIAA di questa città siciliana occorre inviare il modulo di adesione, compilato e firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, all’indirizzo all’indirizzo PEC cciaa.messina@me.legalmail.camcom.it e, in copia, anche a  commercioestero@me.camcom.it.

Una volta ricevuta la richiesta, la Camera di Commercio provvederà ad attivare il servizio sul portale e successivamente comunicherà via PEC all’azienda l’avvenuta attivazione. 

L’invio del modulo prevede la sottoscrizione di uno specifico impegno, ovvero l’azienda deve dichiarare di:

  • non essere incorsa in violazioni gravi o ripetute della normativa doganale e fiscale, compresa l’assenza di condanne per reati gravi in relazione all’attività economica del richiedente; 
  • non aver avuto domande di autorizzazione respinte, né sospensioni o revoche di autorizzazioni esistenti per AEO – Esportatore Autorizzato, a causa di violazioni delle norme doganali negli ultimi tre anni.

Qualora, pertanto, l’azienda, anche dopo l’attivazione del servizio, dovesse venire meno agli impegni presi, la Camera di Commercio potrebbe sospenderne l’utilizzo.

RICORDA!

Per la stampa dei visti è richiesto l’utilizzo di una stampante a colori. Non sono ammesse stampe in bianco e nero nel rispetto del layout del certificato definito dalle linee guida Eurochambres e riconosciuto quale standard europeo.

7. Indirizzo e altre informazioni utili sulla Camera di Commercio di Messina

L’ufficio abilitato al rilascio di visti, legalizzazioni, Certificati d’Origine e altre attestazioni per l’estero presso la CCIAA di Messina si chiama “Commercio estero” e si trova presso la sede di P.zza F. Cavallotti, 3 al Primo Piano.

– Telefono: 090/7772 280

– E-mail: commercioestero@me.camcom.it

– Orario di apertura al pubblico: lunedì, martedì e venerdì non festivi dalle 09:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 16:30; mercoledì dalle 15:00 alle 16:30 e giovedì dalle 09:00 alle 12:30

– Chiusure straordinarie: in occasione della Festività del Santo Patrono, il 3 giugno

– Competenza territoriale: tutti i Comuni della Provincia di Messina

NOTA BENE!

Per il ritiro di visti e legalizzazioni allo sportello, è necessario concordare un appuntamento inviando una mail all’indirizzo e-mail dell’ufficio.

8. Conclusioni

Siamo arrivati alla fine della nostra guida su come richiedere e ottenere un visto e/o una legalizzazione alla Camera di Commercio di Messina. Qualora, però, avessi ancora qualche dubbio, puoi richiedere subito una consulenza telefonica gratuita di 15 minuti: non ti costerà nulla!

Oltre a tantissime altre guide relative al rilascio di visti e legalizzazioni presso altre Camere di Commercio d’Italia, ad esempio la Camera di Commercio di Agrigento, sul nostro sito, che è in continuo aggiornamento, sono presenti guide apposite relative alla richiesta, presso la Camera di Commercio di questa citta siciliana, dei seguenti documenti:

Qualora non riuscissi a trovare ciò di cui hai bisogno, inviaci una e-mail a info@multilex.it.

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