Traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti

La traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti è necessaria se il documento deve essere utilizzato all’estero. Tuttavia, spesso ci sono delle esenzioni, altre volte è richiesta una procedura specifica con l’autenticazione tramite apostille o legalizzazione. Infine, sono diverse le tipologie di traduzioni disponibili.

In questo contesto risulta senz’altro utile una guida dettagliata su come richiedere una traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti. La troverai continuando a leggere.

NOTA BENE!

Vuoi affidare la procedura di traduzione a un esperto? Richiedi la nostra consulenza telefonica gratuita di 15 minuti. Avrai così tutte le informazioni utili su come funziona la traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti.

1. Certificato dei Carichi Pendenti: quando deve essere tradotto

Iniziamo con il definire cos’è il Certificato dei Carichi Pendenti. È un documento in cui sono inseriti i procedimenti penali in corso a carico di un soggetto, una volta concluse le indagini preliminari.

Se vuoi conoscere come richiedere un Certificato dei Carichi Pendenti, ti invitiamo a leggere la nostra guida.

RICORDA!

Per eventuali pratiche all’estero ti verrà richiesto quasi sempre unicamente il Casellario Giudiziale, a cui – solo in alcuni casi – dietro sollecitazione dell’ente estero, può essere aggiunto il Certificato dei Carichi Pendenti.

Se vuoi sapere come fare a richiedere il Certificato del Casellario, leggi la guida apposita che abbiamo appena linkato.

Il Certificato dei Carichi Pendenti può essere richiesto dal soggetto intestatario o dall’avvocato difensore presso la Procura della Repubblica competente del luogo di residenza, rivolgendosi all’Ufficio del Casellario. È richiedibile anche dai cittadini stranieri che, per un certo periodo, hanno risieduto in Italia.

Ma quando è necessaria la traduzione? Ogni volta che il documento deve essere presentato presso un ufficio o ente pubblico straniero. Tuttavia, potrebbe essere utile tradurlo nella lingua del Paese estero anche per farlo accettare da un ente privato: prendi, ad esempio, il caso di una banca, una compagnia aerea o una società. Se per gli enti pubblici è richiesta una traduzione ufficiale, per i privati potrai anche allegare al Certificato dei Carichi Pendenti una traduzione giuridica o legale.

1.1 Traduzione Certificato Carichi Pendenti e autenticazione

Il Certificato dei Carichi Pendenti deve essere autenticato prima della traduzione. Solo così avrai la certezza che verrà accettato all’estero. Tuttavia, ci sono una serie di eccezioni che andremo a esaminare più avanti. 

L’autenticazione in Italia avviene in due modi:

  • con l’apostille prevista per quei Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja;
  • tramite procedura di legalizzazione consolare.

Se vuoi approfondire questo argomento, ti rimandiamo alla nostra guida sulla legalizzazione e apostilla del Certificato dei Carichi Pendenti. (link articolo)

Inoltre, in alcuni casi, può essere richiesta la legalizzazione o l’apostille anche della traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti: in tal caso si parla di traduzione legalizzata.

RICORDA!

Il Certificato dei Carichi Pendenti ha validità di 6 mesi. Quindi, se scaduto, non è più possibile farlo autenticare e, pertanto, non conviene tradurlo. La cosa migliore da fare è richiederne uno nuovo e, successivamente, procedere con la legalizzazione (o apostille) e la traduzione.

Contattaci: ti aiuteremo ad avere il Certificato dei Carichi Pendenti nel modo più rapido e conveniente.

2. Quale traduzione richiedere per il Certificato dei Carichi Pendenti

Per conoscere quale traduzione è necessaria per il Certificato dei Carichi Pendenti, bisogna stabilire prima di tutto chi è il soggetto richiedente. Infatti, la procedura varia se a richiederlo è un cittadino italiano o straniero

In secondo luogo, influisce anche il Paese destinatario del Certificato, ad esempio se aderente alla Convenzione dell’Aja oppure no. Di seguito andremo ad esaminare tutti i possibili casi.

2.1 Traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti richiesto da un cittadino italiano

Iniziamo dal caso in cui a richiedere la traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti sia un cittadino italiano per presentarlo a un Paese europeo. In base al Regolamento UE 2016/1191, non è necessario autenticare il documento tramite apostille, così come non è richiesta la traduzione. Una procedura simile alla Traduzione del Certificato del Casellario Giudiziale. 

Passiamo al secondo caso: cittadino italiano che richiede un Certificato dei Carichi Pendenti per un Paese extra UE. In questa situazione, salvo specifiche esenzioni, il documento deve essere:

  • legalizzato o apostillato;
  • tradotto nella lingua del Paese in cui deve essere utilizzato.

Per la traduzione hai accesso a due opzioni. La prima è quella di tradurre il Certificato in Italia, richiedendo una traduzione giurata  o asseverata o certificata.

La seconda è effettuare la traduzione del documento direttamente presso il Paese straniero. Se ti domandi come procedere, ecco alcuni consigli utili:

  • fai autenticare il documento tramite legalizzazione o apostille prima di tradurlo;
  • rivolgiti solo all’elenco di traduttori e/o agenzie fornito dall’Ambasciata italiana presente nel Paese estero;
  • per scegliere a chi far eseguire la traduzione, controlla le recensioni dei vari professionisti, utilizzando Google oppure un sito di recensioni come Trustpilot;
  • richiedi un preventivo ad almeno tre agenzie per valutare l’offerta più conveniente.

RICORDA!

Se richiedi una traduzione giurata o asseverata in Italia, in molti casi ti sarà richiesto anche di effettuare la legalizzazione della traduzione. Quindi, prima di procedere, ti consigliamo di richiedere all’ente di destinazione quale procedura seguire. 

2.2 Traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti: richiesti da cittadini stranieri

Vediamo come funziona la traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti richiesto da un cittadino straniero.
In questo caso, non si applica il Regolamento UE 2016/1191, che prevede l’esenzione dall’autenticazione per i certificati penali rilasciati da uno Stato membro. Quindi, è sempre necessario effettuare la legalizzazione o l’apostille.

E per la traduzione? Occorre fare riferimento al Paese in cui sarà utilizzato il Certificato. Ecco quale tipologia di traduzione richiedere:

  • Traduzione giurata o asseverata: conosciuta anche come giuramento della traduzione, è necessaria per gli Stati membri e per la maggior parte dei Paesi extra UE. Il traduttore dovrà recarsi in tribunale per firmare il giuramento, con cui si dichiara ufficialmente la corrispondenza tra il contenuto del testo e la traduzione. Successivamente, la traduzione giurata dovrà essere apostillata o legalizzata.
  • Traduzione certificata: la traduzione viene certificata attraverso una dichiarazione del traduttore (che non deve necessariamente essere qualificato come traduttore giurato o ufficiale), in cui si dichiara che la traduzione è stata effettuata in modo accurato e nella lingua del Paese estero. Il documento dovrà essere poi timbrato dal traduttore o da un rappresentante di un’agenzia di traduzioni, aggiungendo anche i propri dati di contatto. Questa forma di traduzione si utilizza nella maggior parte dei Paesi anglofoni: Regno Unito, Irlanda, Canada, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda.

NOTA BENE!

Per evitare di utilizzare una traduzione non adatta a un determinato Paese estero, ti suggeriamo di effettuare la traduzione direttamente presso lo Stato di destinazione, come indicato nella sezione precedente.
L’unico caso in cui conviene non rispettare questa regola, e quindi richiedere la traduzione in Italia, è quello del Regno Unito. In questo Paese è sufficiente allegare al Certificato dei Carichi Pendenti la traduzione certificata. Quest’ultima in Italia costa nettamente meno rispetto a una realizzata da una società di traduzione situata in Gran Bretagna.

Se vuoi saperne di più circa costi e modalità di una traduzione giurata o certificata, contattaci!

3. Traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti: eccezioni

Ci sono casi in cui si deroga alle regole di traduzione sopra indicate. Infatti, alcuni Paesi richiedono una particolare procedura di rilascio per le traduzioni certificate. In altri Stati esteri, la traduzione deve essere effettuata direttamente presso un consolato oppure affidata a traduttori autorizzati. La casistica è davvero ampia. Di seguito, abbiamo analizzato alcune delle eccezioni più frequenti.

3.1 Traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono tra i Paesi anglofoni che richiedono una traduzione certificata. Tuttavia, in alcuni casi, per essere accettata, è necessario che venga realizzata da un traduttore autorizzato, registrato ufficialmente presso un Consolato Americano in Italia. La traduzione avverrà innanzi a un funzionario consolare. Quindi, non si tratta di una semplice traduzione certificata, ma di una traduzione giurata.

3.2 Traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti per il Canada

Un discorso simile è per la traduzione certificata in Canada. Deve essere effettuata esclusivamente da un traduttore ufficiale iscritto negli elenchi delle associazioni di traduttori riconosciute in quel Paese.

Inoltre, nella maggior parte dei casi, la traduzione viene rilasciata non in modalità cartacea, ma digitale. Quasi sempre il Certificato dei Carichi Pendenti è richiesto come aggiunta a quello del Casellario Giudiziale. Entrambi devono essere prima apostillati e poi tradotti nella lingua ufficiale (inglese o francese).

NOTA BENE!

La procedura di traduzione in inglese e francese in Canada è tra le più complesse nei Paesi anglofoni. Se vuoi approfondire questo argomento ti rimandiamo alla nostra guida alle traduzioni ufficiali per il Canada.

3.3 Traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti in Francia

Per presentare il Certificato dei Carichi Pendenti in Francia puoi:

  • scegliere di tradurre il documento in Italia;
  • richiedere una traduzione certificata a un traduttore ufficiale iscritto nelle liste del Tribunale della Corte d’Appello francese.

Anche in questo caso, la traduzione può essere rilasciata in formato digitale.

3.4 Traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti per l’Arabia Saudita

L’Arabia Saudita è un Paese che, dal 2022, ha aderito alla Convenzione dell’Aja. Pertanto, dovrebbe esserci l’esenzione dall’autenticazione del documento. Tuttavia, data la recente adesione alla Convenzione dell’Aja, potresti trovare alcuni enti sauditi che continuano a ritenere più affidabile un documento autenticato dal Consolato in Italia.

Per la traduzione vale la medesima regola: dovrai rivolgerti al Consolato in Italia per farla autenticare.

4. Come funziona la Traduzione del Certificato dei Carichi pendenti per le Ambasciate e Consolati

Infine, vi sono alcune eccezioni da parte di Ambasciate e Consolati di Paesi stranieri che richiedono, per la traduzione, l’utilizzo di appositi servizi da loro forniti. Un esempio è il Consolato del Vietnam in Italia, che accetta solo traduzioni effettuate da funzionari del suo consolato.

Invece, per il Consolato di Taiwan (Ufficio di Rappresentanza di Taipei), la traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti non è un requisito necessario per l’accettazione del documento. Tuttavia, se vuoi procedere autonomamente con la traduzione, devi utilizzare una traduzione giurata o asseverata, da legalizzare in Procura prima di portarla al Consolato.

5. Conclusioni

Come hai notato, la procedura per tradurre un Certificato dei Carichi Pendenti ha diverse sfaccettature e una casistica molto ampia. Può capitare di commettere un errore e trovarsi con un documento tradotto, ma non conforme alle regole dello Stato estero, con la conseguenza di vederselo rifiutare e subire un danno economico.

Prima di procedere con una traduzione o con l’autenticazione tramite apostille e legalizzazione di un documento, può essere utile rivolgersi a un esperto.

Con Multilex hai una consulenza telefonica gratuita di 15 minuti durante la quale puoi chiarire i dubbi ed evitare di commettere errori.

Ti ricordiamo che, quando i Paesi terzi parlano di certificato penale, fanno riferimento al Casellario Giudiziale. Invece, il Certificato dei Carichi Pendenti è richiesto solo come documento aggiuntivo.

Potrebbe interessarti la nostra guida sulle Traduzioni del Certificato del Casellario Giudiziale. Per maggiori informazioni, invece su come effettuare la legalizzazione e apostille dei Carichi Pendenti leggi la guida appena linkata.

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