Devi fare la traduzione del Certificato del Casellario Giudiziale ma non sai da che parte cominciare? Allora sei nel posto giusto: quella che segue è, infatti, una guida dettagliata e completa dedicata proprio a questo argomento.
NOTA BENE!
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Qualora, invece, non volessi o potessi occuparti personalmente della traduzione del Casellario Giudiziale, possiamo farlo noi: contattaci!
Il Certificato del Casellario è un documento ufficiale rilasciato dalla Procura che contiene informazioni circa la maggior parte delle iscrizioni relative all’intestatario in ambito penale e talune condanne in quello civile e amministrativo.
Può essere richiesto dall’intestatario (o da un suo delegato) presso qualsiasi Ufficio del Casellario di qualunque Procura della Repubblica d’Italia, indipendentemente dal luogo di residenza dell’interessato. Possono richiederlo anche i cittadini stranieri che risiedono o hanno risieduto in Italia in precedenza.
La traduzione del Certificato del Casellario si rende necessaria quando il documento deve essere presentato presso un ente pubblico straniero.
RICORDA!
Anche nel caso in cui dovesse essere presentato a un ente privato straniero (ad esempio, un istituto bancario) potrebbe essere necessaria la traduzione, soltanto che, mentre nel caso di un ente pubblico ci sarà bisogno di una traduzione “ufficiale”, nel caso di un ente privato sarà quasi sempre sufficiente una traduzione giuridica o legale non ufficiale.
È importante sottolineare che, prima di essere tradotto, salvo nei casi in cui è prevista l’esenzione, sarà necessario legalizzare o apostillare il Certificato del Casellario da presentare all’estero. Con la legalizzazione consolare (o, alternativamente, con l’apostille, prevista per i Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja), il documento viene, infatti, autenticato per l’utilizzo presso un ente pubblico straniero. Maggiori informazioni sulla legalizzazione e apostille del Casellario Giudiziale sono disponibili sull’apposita guida appena linkata.
Infine, in alcuni casi, anche la traduzione del Casellario potrebbe aver bisogno di essere legalizzata (o apostillata) al fine di poter essere presentata all’estero.
NOTA BENE!
Il Certificato del Casellario ha una validità di 6 mesi dalla data di emissione.
Pertanto, una volta scaduto, non solo non potrà più essere legalizzato o apostillato, ma è anche sconsigliabile tradurlo, al fine di non rischiare di perdere tempo e denaro. La cosa migliore da fare è procedere alla richiesta di un nuovo Certificato: se non sai come fare, segui i consigli forniti nella guida come si richiede il Certificato del Casellario!
Per rispondere alla domanda “quale traduzione occorre per il Certificato del Casellario” bisogna, prima di tutto, sapere:
Riassumiamo, dunque, di seguito l’intera casistica.
Qualora il Certificato del Casellario fosse richiesto da cittadini italiani e il documento fosse destinato a un Paese Europeo, in forza del Regolamento UE 2016/1191, non sono, in genere, necessarie né l’apostille, né la traduzione, ma, al posto di quest’ultima, potrà essere allegato il “Modulo Standard Multilingue”.
Si tratta, in questo caso, di un documento che accompagna il Certificato del Casellario Giudiziale e contiene alcune delle informazioni presenti in quest’ultimo, ma tradotte nella lingua del Paese in cui deve essere presentato.
Tale documento può essere richiesto direttamente presso la Procura che ha rilasciato il certificato. Devi sapere, però, che non tutti i Tribunali lo rilasciano.
RICORDA!
Maggiori informazioni su questo documento e sulla procedura corretta per richiederlo sono disponibili sulla nostra guida al Certificato del Casellario Giudiziale multilingue o internazionale oppure chiamando direttamente la Procura interessata.
Vediamo ora il caso in cui il documento sia richiesto da un cittadino italiano, ma destinato ad un Paese Extraeuropeo: in assenza, infatti, di qualsiasi altro tipo di esenzione dalla traduzione, nella maggior parte dei casi il documento, dopo essere stato legalizzato o apostillato, andrà tradotto nella lingua del Paese di destinazione.
Le strade possibili, in questo caso, sono due:
NOTA BENE!
Se decidi di eseguire una traduzione giurata o asseverata in Italia e il Paese estero non prevede una esenzione da legalizzazione o apostille per il Casellario in sé, è molto probabile che anche la traduzione vada legalizzata o apostillata. Si consiglia, quindi, di rivolgere sempre una specifica domanda all’ente di destinazione del documento al fine di essere certi della procedura.
Nel caso di certificati richiesti in Italia da cittadini stranieri, mentre la legalizzazione o apostille è sempre necessaria, dato che non si applica il Regolamento UE 2026/1191 – che prevede l’esenzione per i certificati penali solo nel caso in cui questi siano richiesti da cittadini membri dello Paese che ha rilasciato l’atto (nel nostro caso, cittadini italiani in Italia) – per la traduzione occorre sempre vedere qual è il Paese di destinazione.
Vediamo di seguito, anche in questo caso, qual è la casistica:
Per non rischiare di sbagliare (o per non perdere troppo tempo dietro a una traduzione giurata o asseverata e, successivamente, legalizzata) suggeriamo, anche in questo caso, di tradurre il Certificato del Casellario direttamente nel Paese di destinazione con le modalità indicate nel paragrafo precedente.
L’unico caso in cui è consigliato effettuare la traduzione del documento in Italia è quella in cui, come nel caso del Regno Unito, sia richiesta una traduzione certificata. Il motivo, oltre alla velocità di esecuzione, riguarda i costi: una traduzione certificata in Italia costa, infatti, solitamente meno rispetto auna traduzione certificata realizzata da una società di traduzioni in Inghilterra, Galles, Scozia o Irlanda del Nord!
NOTA BENE!
Se vuoi saperne di più circa costi e modalità di una traduzione giurata o certificata, contattaci!
Sebbene la norma generale preveda che, nel caso di richieste provenienti da cittadini italiani per Paesi Extra UE o da cittadini stranieri per qualsiasi Paese, la traduzione del casellario italiano debba essere giurata o asseverata (con successiva legalizzazione o apostillazione) oppure – nel caso di Paesi Anglofoni – una traduzione certificata eseguita da un qualsiasi traduttore, l’esperienza ci insegna che vi sono delle eccezioni a tale norma generale.
Vi presentiamo quelle più frequenti, ma l’elenco non è sicuramente esaustivo.
Pur trattandosi di un Paese Anglofono, la traduzione certificata del Casellario rilasciato in Italia e destinata agli Stati Uniti è talvolta ammessa solo se realizzata da un traduttore autorizzato, registrato come traduttore ufficiale di un Consolato Americano in Italia. Non si tratta, dunque, di una mera traduzione certificata, ma di una traduzione giurata da un traduttore autorizzato, dinanzi a un funzionario consolare americano.
Anche in questo caso, è spesso necessario ricorrere alla traduzione certificata, realizzata da un traduttore ufficiale iscritto negli elenchi delle Associazioni riconosciute in Canada. Inoltre, la traduzione è rilasciata quasi sempre in modalità digitale, con firma digitale.
Infine, nel caso di documentazione ufficiale da presentare in Canada, quando è richiesto il Certificato del Casellario, è frequente che sia richiesto contestualmente anche quello dei Carichi Pendenti, da presentare sempre apostillato e successivamente tradotto nella lingua ufficiale (inglese o francese).
RICORDA!
Dato che la questione delle traduzioni ufficiali in inglese o francese per il Canada è abbastanza complessa, abbiamo preferito dedicare all’argomento una guida apposita che trovi nel link appena fornito.
Qualora il Certificato del Casellario dovesse essere presentato in Francia, al posto della traduzione giurata in Italia è sempre possibile ricorrere a una traduzione certificata realizzata da un traduttore ufficiale che sia iscritto nelle liste di un Tribunale o Corte d’Appello francese.
Anche in questo caso, a meno che non sia necessario il formato cartaceo, la traduzione può essere rilasciata per via digitale.
L’Arabia Saudita costituisce un’eccezione poiché, nonostante abbia aderito alla Convenzione dell’Aja (che è lì in vigore da fine 2022), alcuni enti sauditi continuano a ritenere più affidabile un documento che sia “vistato” in Consolato saudita in Italia. Dunque, anche per la traduzione, è possibile che preferiscano ricevere un documento timbrato dal Consolato in Italia!
Un’altra eccezione che preferiamo, però, trattare a parte è quella relativa a Certificati del Casellario che devono essere presentati presso alcuni Consolati. In molti casi, infatti, occorrerà fare riferimento in via esclusiva ai servizi di traduzione interni al consolato.
È il caso, ad esempio, del Consolato del Vietnam in Italia, che non ammette traduzioni esterne, ma preferisce sempre occuparsi esso stesso delle traduzioni.
Vi è poi il Consolato di Taiwan (Ufficio di Rappresentanza di Taipei): in questo caso la traduzione del Casellario o altri documenti legalizzati non è un requisito ai fini della legalizzazione consolare in Italia. Tuttavia, qualora la volessi presentare, dovrai per forza realizzare una traduzione giurata/asseverata e questa andrà, successivamente, legalizzata in Procura, prima di portare la documentazione in Consolato.
Nei paragrafi precedenti, ti abbiamo fornito una dettagliata guida su come si esegue una traduzione del Certificato del Casellario Giudiziale.
Tieni presente, comunque, che proprio in merito alle traduzioni di documenti come il Casellario o altri atti pubblici, ci sono molte zone d’ombra, per cui potresti anche trovare alcuni che consigliano di utilizzare il Modulo Standard Multilingue, previsto solo per le traduzioni del Casellario da presentare tra Paesi Europei, anche per Paesi Extraeuropei di lingua inglese, francese, spagnola etc. A nostro avviso, tale pratica non è corretta, ma non è detto che in alcuni casi non sia accettata!
Il nostro consiglio, a tal proposito, è il seguente: prima di fare qualsiasi passo da solo, rivolgiti sempre a un esperto, ad esempio, richiedendo la nostra consulenza telefonica gratuita di 15 minuti.
Qualora, poi, avessi bisogno di avere informazioni sulla traduzione dei Carichi Pendenti, consulta la guida apposita alla traduzione del Certificato dei Carichi Pendenti. A tal proposito, ti ricordiamo che, in genere, i Paesi esteri, quando parlano di “certificato penale”, si riferiscono al Certificato del Casellario Giudiziale italiano: il Certificato dei Carichi Pendenti è, invece, richiesto solo come documento aggiuntivo (ad esempio, nel caso del Canada) e mai da solo e, in molti casi, non viene richiesto affatto.
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